Social Freezing, Araneo e Verri: una questione politica

Le Consigliere regionali del M5s: La preservazione preventiva della fertilità, sostenuta con criteri equi e con una dotazione finanziaria sostenibile, non è un capriccio né un privilegio

“La discussione di ieri in Quarta Commissione sulla preservazione della fertilità e sul cosiddetto Social Freezing ha chiarito una cosa fondamentale: non stiamo affrontando un tema marginale o tecnico, ma una scelta politica che riguarda il futuro della nostra comunità. Per noi questa proposta non è soltanto uno strumento di libertà personale, pur essendo innanzitutto questo: la possibilità per una donna di non dover sacrificare il proprio progetto di vita, di studio, di lavoro o di stabilità economica sull’altare di un tempo biologico che non sempre coincide con quello sociale”. Lo dichiarano le consigliere regionali del M5s, Alessia Araneo e Viviana Verri, che continuano:

“Oggi in Basilicata, come nel resto del Paese, molte giovani donne sono biologicamente fertili ma socialmente bloccate: precarietà lavorativa, redditi insufficienti, assenza di servizi adeguati, carichi di cura non condivisi. Ignorare questo scarto significa ignorare la realtà. La preservazione preventiva della fertilità, sostenuta con criteri equi e con una dotazione finanziaria sostenibile, non è un capriccio né un privilegio. È una risposta concreta alle complessità della società contemporanea, nonché un gesto concreto a sostegno della reale e sostanziale possibilità di autodeterminazione delle donne”.

“Ma c’è di più. Questa misura – evidenziano – va letta anche come una politica demografica innovativa, pionieristica e ambiziosa. Non possiamo continuare a denunciare il crollo delle nascite senza immaginare strumenti che mettano le donne nelle condizioni di scegliere davvero. La crisi demografica non si affronta con richiami morali o con incentivi simbolici: si affronta riconoscendo che il tempo della vita reale è cambiato. Il Social Freezing non impone nulla, non orienta scelte, non sostituisce la maternità naturale. Offre una possibilità. Amplia il perimetro della libertà. E, nel farlo, contribuisce a rafforzare la prospettiva demografica di una Regione che rischia lo spopolamento e l’invecchiamento strutturale”.

“Noi rivendichiamo con chiarezza questa impostazione: una politica che tenga insieme autodeterminazione delle donne, equità sociale e prospettiva demografica. Una politica che non si limiti a fotografare i problemi, ma provi a governarli con strumenti nuovi. La Basilicata – concludono Araneo e Verri – può essere tra le prime Regioni a introdurre una misura di questo tipo in modo strutturato e responsabile. La prima è stata la Regione Puglia! È una scelta che richiede equilibrio, ma anche ambizione. Noi questa ambizione la mettiamo in campo”.

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