Sole: istruzioni per l’uso

EDITORIALE – L’estate alle porte e l’innalzamento delle temperature ci portano inevitabilmente a godere dell’aria aperta e del sole, soprattutto dopo i mesi trascorsi in clausura forzata a causa dell’emergenza sanitaria.

Meraviglioso sole! 

I nostri corpi sono stati costruiti per farne buon uso, tanto è vero che esiste una vera e propria “scienza terapeutica” che si basa sul suo utilizzo: l’elioterapia.

Tutti conoscono la fantastica sensazione di calore e benessere che si prova dopo il cosiddetto “bagno di sole” questo perché i raggi solari sono capaci di stimolare alcuni neurotrasmettitori, come la serotonina, l’ormone della felicità, ragion per cui nelle giornate estive siamo spesso più allegri e felici… solari direi!  A conferma di tale tesi, nei mesi invernali soprattutto, una forma di depressione nota come disturbo affettivo stagionale, colpisce chi non può goderne, del sole.

L’irraggiamento solare aiuta a mantenere i nostri ritmi circadiani, così possiamo rimanere svegli di giorno e dormire sonni tranquilli di notte; è fondamentale per la trasformazione della vitamina D nella sua forma attiva (D3) essenziale per moltissime funzioni fisiologiche tra le quali la mineralizzazione ossea ed il buon funzionamento del sistema immunitario.

L’elioterapia si è dimostrata inoltre la cura più conveniente per il trattamento della psoriasi.

I raggi solari tuttavia possono anche causare danni.

La luce del sole viaggia fino alla Terra come un insieme di raggi o onde visibili e invisibili, onde lunghe e onde corte. Sono proprio quest’ultime, di cui fa parte la luce ultravioletta (UV), a causare diversi problemi. I raggi UV più lunghi che raggiungono la superficie terrestre sono chiamati raggi UVA.  I più corti sono chiamati raggi UVB.

L’esposizione prolungata ai raggi UVB può provocare scottature.

I raggi UVA invece possono viaggiare più profondamente nella pelle rispetto ai raggi UVB, e quando entrano nelle cellule della pelle, turbano delicati processi che finiscono poi, per compromettere la crescita e l’aspetto della pelle e ad accelerarne il processo di invecchiamento. La pelle diventa più sottile, fragile, secca e le cellule perdono la capacità di differenziarsi, possono comparire delle macchie e le fibre elastiche che rendono la pelle turgida vengono distrutte in un processo chiamato “elastosi solare”.   

L’esposizione prolungata al sole può anche aumentare il rischio di cancro della pelle, perché quando la luce UV entra nelle cellule, può danneggiare il materiale genetico (DNA) e il danno al DNA può causare cambiamenti nelle cellule che le fanno crescere e dividere rapidamente. Questa crescita può portare a gruppi di cellule extra chiamate tumori o lesioni che possono essere cancerosi (maligni) o innocui (benigni).

Non dimentichiamoci delle reazioni fototossiche!

Reazioni esagerate della pelle esposta al sole, causate da sostanze fotosensibilizzanti: molecole in grado di assorbire i raggi UV e liberare successivamente l’energia nell’ambiente circostante. Le conseguenze di queste risposte in grado di causare danni a livello cellulare, si manifestano a livello epidermico con l’insorgenza di  eritemi, macchie, scottature o, nei casi più gravi, bolle.

Tra le varie sostanze che agiscono da cromofori, ci sono ad esempio oli essenziali (bergamotto, arancio, limone), piante (iperico), radici (salice, angelica) e diversi farmaci (antibiotici, anti-aritmici, antidepressivi, diuretici ecc.), per cui è sempre buona norma chiedere consiglio al farmacista o al proprio medico prima di esporsi al sole se si sta seguendo un piano terapeutico di qualsiasi tipo.

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La nostra pelle ha diversi modi per prevenire o riparare tali danni, l’abbronzatura è uno di questi così come l’ispessimento cutaneo, ma invecchiando, diventa più difficile per la pelle ripararsi e dobbiamo adottare comportamenti che ci proteggano dai danni solari.

Il modo migliore per proteggere la salute della pelle è sicuramente quello di limitare l’esposizione al sole, soprattutto nelle ore più calde e scegliere di essere all’ombra piuttosto che alla luce solare diretta; indossare indumenti protettivi e occhiali da sole e utilizzare la protezione solare.

I filtri solari sono etichettati con un fattore di protezione solare (SPF), come 15, 30 o 50. La cifra che spicca in etichetta rappresenta il livello di protezione: in altre parole se una protezione solare riporta in etichetta SPF 15 significa che impiegherai 15 volte più tempo per ottenere una scottatura solare rispetto all’esposizione senza alcun tipo di protezione. Una crema solare etichettata SPF 30 significa che impiegherai 30 volte più tempo a bruciare e via dicendo.

Oppure il fattore SPF può essere interpretato anche in un altro modo, ovvero come la percentuale media di raggi solari che viene bloccata dal filtro. La percentuale si calcola dividendo 1 per il fattore di protezione e poi moltiplicando per 100. Esempio: SPF 15 lascia passare 1/15 raggi solari cioè il 7% c.a. quindi protegge al 93%.

Dobbiamo ricordarci però che l’efficacia dei filtri solari è influenzata da diversi fattori.

  1. Gli ingredienti attivi di una crema solare possono perdere l’efficacia nel tempo, quindi assicuriamoci di controllare la data di scadenza sul contenitore e la PAO (Period After Opening) ovvero la durata del prodotto espresso in numero di mesi dall’apertura.
  2. La quantità di crema solare utilizzata e la frequenza con cui la si usa influisce sulla protezione dal sole. 
  3. La traspirazione e il tempo trascorso in acqua possono ridurre l’efficacia della protezione solare.

Oltre alla protezione esterna ci sono poi gli integratori formulati appositamente per rafforzare le difese della pelle dall’interno quando ci si espone al sole e aiutano ad ottenere un’abbronzatura omogenea abbassando il rischio di eritemi e macchie solari.

Solitamente questi integratori sono a base di carotenoidi (tra cui beta-carotene), vitamine ed estratti vegetali dall’azione antiossidante.

Il beta carotene, è il principio attivo più importante in questo caso, perché agisce da stimolante per la formazione di melanina, un pigmento colorato prodotto dai melanociti, che agisce come un vero e proprio filtro per i raggi solari. Gli antiossidanti hanno invece la funzione di fermare l’azione dei radicali liberi per contrastare il danneggiamento a livello cellulare che altrimenti provocherebbero.

Ricordo sempre che gli integratori non sono sostituti di una buona alimentazione e di uno stile di vita sano e che è indispensabile consultare un medico prima di iniziarne l’utilizzo.

Anche i capelli sono danneggiati se sottoposti ad una eccessiva esposizione al sole e al contrario della pelle, sono privi di meccanismi di difesa per cui subiscono maggiormente i danni delle radiazioni UV. Le conseguenze delle “scottature” ai capelli sono ben visibili. Alla fine dell’estate abbiamo tutti i capelli più chiari e soprattutto più secchi e sfibrati. Questo perché la melanina, il pigmento che colora i nostri capelli, è distrutta dai raggi solari mentre i radicali liberi che si formano, attaccano le proteine del capello e danneggiano le squame che ricoprono il fusto e a Settembre ci ritroviamo tutte con una chioma simil paglia. 

Per limitare i danni e quindi proteggere i nostri capelli durante l’esposizione, non dimentichiamo il filtro solare anche per loro!

Godiamoci quindi questa estate e ricordiamo di proteggere i capelli e la pelle esposti al sole per evitare danni alla pelle, malattie precoci e la formazione delle rughe.

Essere SUN SMART è una buona cosa

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