Nota a cura di Ciccio Cirigliano, Direzione Pd Basilicata e Commissario circolo di Nemoli
NEMOLI (PZ) – La vicenda della soppressione della squadra delle lavoratrici e dei lavoratori SAAP del Comune di Nemoli recherebbe con sé i segni di una sorta di teatro dell’assurdo, se non fosse per la lesa dignità di donne e uomini che hanno alle spalle famiglie, e che vivono del lavoro delle proprie braccia.
Siamo di fronte all’arroganza di un potere sordo e cieco che si trincera dietro fantomatiche ragioni di ordine tecnico – presunti ed inesistenti standard produttivistici – per colpire ancora una volta le fasce più deboli della società: lavoratrici e lavoratori, per l’appunto.
Quando il direttore Musacchio prova a snocciolare presunti livelli minimi di produttività mai raggiunti da parte della squadra operante nel Comune di Nemoli, arrivando a dettagliati rapporti riguardanti tanto l’anno in corso quanto lo scorso anno, si dimentica di chiarire se vi fossero stati informative specifiche alle stesse lavoratrici e agli stessi lavoratori… probabilmente perché oltre a non avere veri e propri ‘piani di valutazione produttiva’ (impossibili ad aversi, come potrebbe chiarire chiunque conosca la natura di un cantiere forestale) non ha neanche mai formalmente e ufficialmente informato le maestranze del presunto ‘sottolivello produttivo’.
L’impressione che rischia di ricavarsene è una commistione tra diktat e desiderata politici di piccolo cabotaggio ammantati da valutazioni tecniche, in una catena fatta di potentati esigenti e zelanti esecutori di quei desiderata, nel clima dei cambi di maggioranza prodottisi e generatisi da qualche tempo.
Il Partito Democratico di Nemoli non lascerà che le lavoratrici e i lavoratori colpiti da questa irricevibile decisione vengano abbandonati, e nel ringraziare la consigliera regionale Alessia Araneo e la Flai-Cgil per le iniziative intraprese, continuerà a tenere aperta la questione finché il provvedimento di soppressione e trasferimento della squadra SAAP non verrà ritirato. Contemporaneamente viene chiesto formalmente conto all’amministrazione Bardi e all’assessore Cupparo – il cui intervento paternalistico alle puntuali osservazioni della consigliera Araneo non fanno altro che rafforzare il sospetto della ‘politicità’ del provvedimento – della interruzione di cantiere venutasi a determinare con la scelta assunta dal direttore Musacchio, e dei gravi disagi che ne derivano.









































