Stato di agitazione degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione scolastica del Comune di Potenza, Fp Cgil: “Regione appronti il piano e metta a bilancio risorse per garantire il servizio”

POTENZA – Si è chiusa con il mantenimento dello stato di agitazione dei lavoratori e le lavoratrici dell’assistenza all’autonomia e alla comunicazione scolastica del  Comune di Potenza la conciliazione che si è svolta stamattina in Prefettura sulla vertenza in atto a causa di una riduzione delle ore dovuta alla mancanza di risorse.

Nel corso dell’incontro è emerso che il Comune di Potenza ha stanziato oltre 190mila euro e attivato un progetto di oltre 200mila. Entro il 13 novembre le aziende che si occupano nella città di Potenza del servizio si sono impegnate a presentare la nuova programmazione al fine di ristabilire l’orario attualmente ridotto con l’utilizzo di altri istituti contrattuali. Se a Potenza il problema è stato parzialmente risolto, nonostante le risorse a disposizione non siano sufficienti a garantire l’assistenza a tutti i bambini, sul resto dei Comuni la situazione rimane drammatica.

“La Regione Basilicata, nonostante gli impegni presi ormai nel lontano 2019, non approntando il piano triennale e non prevedendo risorse su questo importantissimo servizio ai bambini diversamente abili, di fatto nega il diritto allo studio della fascia più debole della popolazione. All’incontro in Prefettura l’assessore regionale alle Politche alla persona, Francesco Fanelli, non si è presentato, delegando un dirigente, nominato da soli quattro mesi, che non ha potuto che prendere atto delle richieste, senza possibilità di dare risposte e prendere impegni concreti anzitutto sulla basilare questione delle risorse”, spiega in una nota la Fp Cgil.

“Se entro la fine di quest’anno la Regione Basilicata non appronterà il piano e metterà a bilancio risorse sul servizio, la Fp Cgil, unitamente alla Confederazione, si mobiliterà con i lavoratori e le lavoratrici in sinergia con le famiglie per esigere il diritto costituzionale leso”, concludono Guglielmi e Sannazzaro.