CASTROVILLARI (CS) – Resteranno in carcere i due cittadini pachistani accusati di omicidio plurimo aggravato nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Amendolara. Il giudice per le indagini preliminari di Castrovillari ha convalidato il fermo nei confronti degli indagati, che durante l’interrogatorio si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Nel decreto del gip emerge anche una possibile pista sul movente del delitto. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, all’origine della vicenda ci sarebbe stata una lite avvenuta nell’abitazione di Villapiana dove i lavoratori vivevano in condizioni di forte sovraffollamento, con fino a dieci persone per stanza. Le vittime si sarebbero lamentate delle condizioni in cui erano costrette a vivere e, secondo l’ipotesi accusatoria, quella discussione avrebbe innescato l’azione omicida.
L’attenzione degli investigatori si concentra ora soprattutto sul contesto lavorativo. Sono in corso accertamenti sui rapporti tra vittime, indagati e le aziende agricole di Scanzano Jonico, in Basilicata, dove i lavoratori avevano prestato attività nelle ultime settimane durante la raccolta delle fragole. L’obiettivo dell’inchiesta è verificare la regolarità delle assunzioni ed eventuali situazioni di sfruttamento.
Domani sarà anche la giornata del ricordo delle quattro vittime. Ad Amendolara è prevista una manifestazione promossa dalla Cgil per la legalità nei campi e contro il caporalato. Dalla Basilicata partiranno due pullman con lavoratori e sindacalisti provenienti dal Senisese e dal Vulture-Melfese.










































