Struttura di via Sant’Elena a Trecchina, Suor Maria Ernestina scrive al sindaco Marcante

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO la lettera che Suor Maria Ernestina Lammoglia, ha inviato al sindaco di Trecchina, Fabio Marcante, in merito alle vicende della struttura in via Sant’Elena

TRECCHINA (PZ) – Caro Fabio,

Mi permetto di chiamarti per nome, data la conoscenza e la stima di tanti anni, che per me è sempre rimasta immutata, nonostante le turbolenze e i tristi eventi degli ultimi mesi.

Ho pensato di indirizzarti questa breve lettera, per comunicarti alcune cose che mi stanno particolarmente a cuore e che vorrei tu sapessi, in modo che possano essere ben chiare anche di fronte a tutta la comunità che sei chiamato a servire come primo cittadino, per volere del popolo.

Mi ha profondamente addolorato ascoltare, tramite i social network, quanto è stato detto sul conto della mia persona nel corso del Consiglio comunale del 29 aprile scorso, quando pur non essendo all’ordine del giorno il tema della struttura di Via Sant’Elena, sollecitato da alcuni membri dell’opposizione, hai sottolineato che non ci sono più le suore a Trecchina e che l’unica suora che è rimasta, “disobbediente”, sarei io! Accanto a questa affermazione, membri della giunta comunale, hanno anche aggiunto che a Trecchina “le suore non esistono!”.

Al di là dello spiacevole riferimento fuori luogo fatto alla mia intimità personale, circa un mio atteggiamento definito “disobbediente”, non posso nascondere la tristezza nell’essere considerata una persona che non esiste! I fatti sono noti: la Congregazione di Nostra Signora del Monte Calvario ha chiuso la sua casa religiosa a Trecchina ed io, in piena coscienza, non mi sono sentita di adeguarmi a tale decisione, che ho ritenuto arbitraria e contraria a quanto avevo in coscienza, tanto che – pur di proseguire con le attività di carità e di servizio alla comunità – ho accettato di non essere più parte di quell’Istituto Religioso. Questo, tuttavia, non significa che io non esista, né che non sia ancora una religiosa, una consacrata, che ha deciso di spendere la propria vita per il Signore, per la Chiesa e per gli altri! Questo sono e lo sarò fino all’ultimo respiro della mia vita e nessuno potrà impedirmelo!

Tutto quello che ho fatto finora, con l’aiuto dell’Associazione “Per un Mondo migliore ODV”, ormai anche iscritta in modo definitivo al Registro Unico del Terzo Settore (RUNTS), con l’aiuto di persone che ci stanno credendo, è di voler proseguire a fare il bene, in silenzio, senza pubblicità, con amore e sempre per il bene di questa comunità, mai per fini lucrativi, né per scopi personali o familiari!

                Nonostante tutti gli ostacoli, le porte della casa sono sempre aperte a tanti che, discretamente, e senza i riflettori, beneficiano di essa per varie attività, trovando risposta a tante esigenze, a cui altri non rispondono.

                Davanti al Signore e davanti alle persone di buona volontà di questa comunità di Trecchina, confermo e ribadisco che l’idea di mantenere la struttura sotto il controllo dell’Associazione, vuole essere un modo per essere certi che in essa – come hanno fatto tante consorelle nel corso di decenni – si possa continuare a fare il bene, unendo le forze che ci sono attorno a noi per i più bisognosi e per coloro che sono senza voce, garantendo anche un futuro a questa opera.

                Forse questo progetto non piace a te e alla tua Amministrazione, ma finchè il Signore mi darà forza, vita e coraggio, io proseguirò su questa strada, sentendo in coscienza che è quanto devo fare. Non sono qui per fare guerre, ma sono profondamente addolorata dalla campagna denigratoria fatta nei confronti della mia persona, non tanto per me come singola, ma per l’effetto negativo che essa ha nei confronti della comunità, dei collaboratori, di chi crede in questo progetto e soprattutto di coloro che sono e saranno destinatari dei servizi offerti, persone spesso senza voce, dimenticate e abbandonate.

                Ti auguro sempre il meglio e ti saluto nel Signore.