Studentessa ricattata dopo un incidente: 45enne a processo per revenge porn ed estorsione

MATERA – L’avrebbe fatta guidare dopo una serata a base di alcol e, quando l’auto è finita fuori strada, l’avrebbe ricattata chiedendo denaro per i danni. «Paga o diffondo le tue foto nuda». Così una studentessa di 25 anni sarebbe stata messa sotto pressione da un 45enne di origine marocchina, conosciuto la sera prima a una festa in spiaggia.

L’uomo, residente a Falconara, è attualmente a processo al tribunale dorico con l’accusa di diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite (revenge porn), tentata estorsione e detenzione di materiale pedopornografico. Secondo quanto contestato, nell’ottobre 2022 avrebbe ricattato un padre e la figlia, originari della provincia di Matera, chiedendo il rimborso dei danni per un incidente avvenuto il 25 settembre a Falconara. «Se non pagate – avrebbe minacciato – pubblico foto e video su Facebook».

L’imputato, difeso dall’avvocato Marco Flavio Torelli, avrebbe conosciuto la giovane in uno chalet sul litorale. Dopo la serata l’avrebbe accompagnata a casa sua, approfittando dello stato di ubriachezza della ragazza, e in un momento di intimità avrebbe scattato foto e registrato video.

La mattina seguente le avrebbe fatto guidare la sua Bmw X3 per riportarla a casa, ma durante il tragitto l’auto è finita fuori strada in una curva. Entrambi sono stati portati al pronto soccorso dell’ospedale di Torrette. Il 45enne avrebbe poi chiesto 3mila euro per i danni, contattando il padre della studentessa, che si è rifiutato di pagare non avendo certezza su chi fosse alla guida. La ragazza, ancora sotto l’effetto dell’alcol, non ricordava l’accaduto.

A quel punto l’uomo avrebbe iniziato a inviare una foto della giovane al genitore, inducendo padre e figlia a sporgere denuncia ai carabinieri. Nel cellulare dell’imputato, sequestrato durante le indagini, sarebbe stato trovato anche materiale pedopornografico.

Oggi in aula sono stati ascoltati padre e figlia, che hanno risposto solo a poche domande della difesa, essendo già stati acquisiti i verbali della denuncia. L’imputato continua a respingere ogni addebito. La sentenza è attesa il 24 febbraio davanti alla giudice Francesca Grassi.

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