Sul caso Verbania, verifiche del CSM e del Ministero di Giustizia

EDITORIALE – Di recente, in relazione alla tragedia della funivia di Stresa-Mottarone, abbiamo dato conto dell’astensione proclamata dai penalisti italiani per protesta nei confronti della sostituzione del GIP del Tribunale di Verbania in corso d’opera e avevamo manifestato le perplessità dell’avvocatura.

Al suo posto, come noto, è subentrata la giudice Elena Ceriotti, titolare per tabella del ruolo, già esonerata a febbraio scorso da Banci Buonamici dalle funzioni di GIP per la grave situazione di sofferenza del suo ufficio. Tale esonero era valido fino al 31 maggio; dopo quella data, la dott.ssa Ceriotti aveva chiesto un congedo ordinario, conclusosi solo il 7 giugno. La richiesta di incidente probatorio, dunque, era stata assegnata a Banci Buonamici, fino a che non è intervenuta la riassegnazione del fascicolo da parte del Presidente.

Per la verità, il provvedimento con cui il Presidente del Tribunale di Verbania ha individuato altro magistrato competente in una fase processuale così delicata ha destato anche l’interesse del Consiglio Superiore della Magistratura che ha deciso di vederci chiaro.

A chiedere di “valutare la correttezza della decisione adottata” dal Presidente Luigi Montefusco sono i consiglieri togati del CSM, Sebastiano Ardita e Nino Di Matteo, persuasi della necessità di fare luce su una vicenda dai contorni sempre più ambigui. 

Ricordiamo, infatti, che Donatella Banci Buonamici è la Presidente di Sezione che, nei giorni scorsi, aveva rigettato la richiesta di convalida di fermo dei tre indagati per la tragedia della funivia, istanza promossa dalla Procura e argomentata sulla circostanza che il “clamore internazionale della vicenda” rappresentasse un valido motivo di fuga per gli indagati.

Nella nota inviata da Ardita e Di Matteo all’ufficio di presidenza del CSM possiamo leggere: “Apprendiamo dalla stampa che nel corso di un procedimento penale pendente presso il Tribunale di Verbania e nel cui ambito sono stati resi provvedimenti sulla libertà personale, il giudice costituito nella funzione di gip sarebbe stato sostituito in corso di procedimento con provvedimento del presidente del Tribunale. Chiediamo che della questione venga investita con immediatezza la commissione competente e subito dopo l’assemblea plenaria affinché si intervenga con massima tempestività per valutare la correttezza della decisione adottata e la sua eventuale incidenza sui principi in tema di precostituzione del giudice.”.

Alla richiesta si sono accodati anche Loredana Micciché, Paola Maria Braggion, Antonio d’Amato e Maria Tiziana Balduini, togati di Magistratura Indipendente, intenzionati anch’essi a chiarire quanto la decisione adottata da Montefusco incida “sui fondamentali principi di precostituzione del giudice”.

Per i penalisti di Verbania la questione merita serio approfondimento in quanto fanno sapere che era stato condiviso con la Camera penale il principio per cui l’assegnatario di fascicoli destinati al GIP Ceriotti li portasse a conclusione il GIP Banci Buonamici. Tant’è che in nessun altro caso è stato preso un provvedimento simile a quello destinato per il caso della funivia: “Ad oggi – affermano – non risulta che tutti i procedimenti assegnati ai vari giudici in sostituzione della dottoressa Ceriotti siano alla stessa stati riassegnati e nel provvedimento del presidente del Tribunale non vi è menzione alcuna in merito”. 

“Il primo di febbraio – ha spiegato Banci Buonamici – ho esonerato la dottoressa Ceriotti e ho disposto che tutti i procedimenti venissero assegnati alla dottoressa Palomba, indicando me come sostituta in caso di suo impedimento. Quando è arrivato il fascicolo per la convalida, la dottoressa era impegnata nelle funzioni del Tribunale e l’ho sostituita. Un provvedimento avallato dal presidente del tribunale, controfirmato, già fatto per centinaia di processi”.

Un precedente insolito che secondo gli avvocati merita un approfondimento anche da parte del Ministero della Giustizia, per dirimere le perplessità su possibili “insistenze provenienti da una parte del procedimento”, ossia la Procura, situazione che rischierebbe di rappresentare “un inaccettabile vulnus alla serenità della giurisdizione, di cui deve essere espressione l’assoluta indipendenza del giudice”.

Ed è proprio del 15 giugno la notizia, riportata dall’Ansa, che il Ministero della Giustizia ha avviato un’inchiesta amministrativa sulla gestione del fascicolo riguardante l’incidente della funivia del Mottarone, in cui hanno perso la vita 14 persone.

In particolare, il Ministero ha chiesto all’ispettorato di procedere con accertamenti preliminari, a fronte delle notizie sulla sostituzione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Verbania.