#TellMeRock, 1 Dicembre 1988: L’Angelo di Harlem degli U2 e quell’ode a Billie Holiday

EDITORIALE – All’inizio sembra quasi un diario di bordo: “Era un freddo e piovoso giorno di dicembre quando toccammo terra al JFK, la neve si scioglieva nelle strade e alla BLS ascoltai la voce di un angelo”.

La BLS è la WBLS, una radio di New York specializzata in blues e soul. L’angelo è Billie Holiday, Lady Day, la più grande di tutte, la più vera, una delle poche che ha inserito senza mediazioni la propria vita nelle canzoni, una delle poche insieme a Bessie Smith, Edith Piaf e Janis Joplin, dalla cui voce si percepisce il dolore e non solo il talento, l’arte o la rappresentazione.

Billie Holiday

Gli U2 scrissero Angel Of Harlem durante il Joshua Tree Tour in America. La registrarono a Memphis insieme ai Memphis Horns, ovvero Andrew Love e Wayne Jackson, la sezione fiati di Otis Redding e di centinaia di hit della Stax, l’etichetta che ha diffuso il rhythm and blues anche presso i bianchi.

Nel brano c’è una licenza poetica: Bono cita il Birdland, storico locale jazz newyorkese e tempio delle esibizioni di Miles Davis, John Coltrane e ovviamente Billie Holiday. Il Birdland era sulla 52esima, mentre Bono lo sistema un isolato più in là, sulle 53esima.

Questioni di rima, per far andare d’accordo fiftythree e symphony.

https://www.youtube.com/watch?v=QR07p1OtCkw

Billie Holiday, a cui è dedicata Angel Of Harlem, nasce a Baltimora il 7 aprile 1915 e muore a New York nel 1959. Segnata da un’infanzia difficile, e dopo un periodo trascorso in un bordello, seppe riscattarsi attraverso la musica, diventando una delle più grandi interpreti blues e jazz di tutti i tempi, grazie a una voce capace di evocare ed esorcizzare il dolore che aveva costellato la sua vita.

Angel Of Harlem, pubblicata il 1 dicembre del 1988, fu la prima traccia del lato B di Rattle and Hum, sesto album in studio degli U2