#TellMeRock, 6 Luglio 2020: Un anno senza il Maestro Ennio Morricone e i suoi capolavori destinati all’Eternità

EDITORIALE – “Noodles, cos’hai fatto in questi anni?

” Sono andato a letto presto…”

Se il successo di un film sta nel poterlo riassumere in una sola frase, entrata nell’immaginario collettivo, C’era una volta in America è un capolavoro del cinema mondiale, non solo italiano.

Era il 1984, anno di Paris, Texas, altra meraviglia assoluta. I due film guardavano all’America come si guarda a un sogno che comprende sempre anche il risveglio, con occhi da bambino invecchiato, fossero quelli di Harry Dean Stanton nella parte di Travis o di Robert De Niro nei panni di Noodles.

E come tutte le grandi pellicole, anche quella di Sergio Leone non spiega in modo didascalico, ma lascia spazio al mistero e all’interpretazione. Meravigliosa la frase del lancio pubblicitario in America: “Da ragazzi dicevano che sarebbero morti l’uno per l’altro. Da uomini l’hanno fatto”.

La musica del Maestro Morricone ha il dono raro di essere indispensabile alle immagini, ma di poter vivere anche senza di loro. Un miracolo, davvero.

Ennio Morricone nasceva a Roma il 10 novembre 1928. Diplomato in composizione con Goffredo Petrassi nel 1956, si afferma presto come uno dei più importanti autori di musica applicata del Novecento.

Dal 1960 Ennio Morricone ha musicato oltre 400 film lavorando con registi del calibro di Sergio Leone, Gillo Pontecorvo e Oliver Stone. Vinse anche un Oscar alla carriera nel 2007.

Tante le storie legate al cinema e alla musica che portano il suo nome: dall’amore per i teatri fino agli aneddoti legati al suo rapporto personale con Sergio Leone

Ci sarebbe poi quella storia inerente all’intro di basso nella scena di apertura di Un Sacco Bello, quando Enzo (Carlo Verdone), si veste in modo irriverente e “ballerino” davanti allo specchio. Carlo Verdone, regista del film, chiese alla produzione se fosse possibile mettere in sottofondo un pezzo dei Cream sopra il quale il suo personaggio si sarebbe dovuto poi vestirsi. La produzione chiama, ma la band inglese dice di no, ed è qui che entra la maestria di un certo genio di nome Ennio Morricone, il quale promette all’attore romano che il suo giro di basso sarà migliore e addirittura memorabile… e così fu.

Basta leggere il nome Ennio Morricone e subito la musica prende forma nella testa di chiunque. Ciascuno ha la sua colonna sonora preferita. A colonna sonora, lui avrebbe preferito le definizione di musica da film, ma la sostanza non cambia. Si tratta di melodie indimenticabili. Impossibile scindere il suo nome da quello di Sergio Leone (del quale fu anche compagno di classe alle elementari), è insieme che hanno infatti compiuto i primi passi verso l’immortalità con la collaborazione nella Trilogia del Dollaro (Per un pugno di dollari; Per qualche dollaro in più; Il buono il brutto e il cattivo) e in quella del Tempo (C’era una volta il West, Giù la testa, C’era una volta in America). Impossibile pensare le immagini di Leone senza le note di Morricone e ascoltare quelle arie senza rivedere davanti agli occhi i volti dei personaggi di Leone.

Morricone ha ovviamente scritto la musica per tanti altri indimenticabili pezzi della storia del cinema mondiale firmato da Elio Petri (Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto), Giulio Montaldo (Sacco e Vanzetti), John Carpenter (La cosa), Roland Joffé (Mission)Brian De Palma (Gli intoccabili), Barry Levinson (Bugsy), Mike Nichols (Wolf), Oliver Stone (U Turn) e Quentin Tarantino. Grazie a quest’ultimo, che lo aveva già omaggiato in Kill Bill e Bastardi senza gloria,  ha avuto la possibilità di vincere un Oscar (per la colonna sonora di The Hateful Eight) nel 2016, dopo che lo aveva ricevuto alla carriera nel 2007, e le cinque candidature collezionate in passato.

 Ma sono davvero tanti i primi che Morricone ha ricevuto, tra essi il Leone d’Oro alla carriera. Ad esse si affiancano tre Grammy Awards, quattro Golden Globes, sei Bafta, dieci David di Donatello, undici Nastri d’argento, due European Film Awards, un Polar Music Prize. E dire che per il cinema avrebbe voluto smettere di scrivere già negli Anni Ottanta, prima di Mission.

Chi di noi non ha negli occhi e nelle orecchie la scena e la musica del finale di Nuovo Cinema Paradiso, un gioiello in cui sceneggiatura, fotografia e colonna sonora sembrano danzare all’unisono, che viene quasi spontaneo fischiettare quel motivo mentre la scena ci passa davanti agli occhi.

Il suo genio stava tutto in questo, nella capacità di trasformare le emozioni in note, i pensieri in spartiti e la realtà in musica sublime e carica di significati. La sua visione poliedrica e mai statica, ma sempre duttile e pronta a nuove sfide, hanno reso Morricone non solo un protagonista del nostro tempo, ma un Maestro di vita la cui storia e grandezza sarà tramandata di generazione in generazione.

Il maestro ci ha lasciati il 6 luglio di un anno fa . Ha salutato l’amata moglie Maria, che lo ha accompagnato con dedizione in ogni istante della sua vita umana e professionale e gli è stato accanto fino all’estremo respiro, ha ringraziato i figli e i nipoti per l’amore e la cura che gli hanno donato». Quasi come nel finale di un film, ha avuto un pensiero anche per chi ha amato la sua musica: «Ha dedicato un commosso ricordo al suo pubblico dal cui affettuoso sostegno ha sempre tratto la forza della propria creatività».