#TellMeRock, 12 Febbraio 1979: la storia di Train In Vain dei Clash e quella traccia fantasma diventata leggenda

EDITORIALE – Quante stranezze attorno a Train In Vain, traccia “gioiello” dell’album London Calling dei Clash, pubblicata il 12 febbraio del 1979

Cominciamo dal titolo: non solo le parole train in vain non sono mai citate nel testo, ma nel brano non si parla mai nemmeno di un treno. Il titolo doveva essere Stand By Me, poi utilizzato come sottotitolo, ma i Clash temevano che il loro pezzo si confondesse con l’omonima canzone di Ben E. King.

Alla fine optarono per Train in Vain perché il ritmo del brano ricordava all’autore Mick Jones l’andamento del treno e poi per assonanza con Love in Vain di Robert Johnson, uno dei capolavori del blues che Strummer amava particolarmente.

(left to right) Guitarist Mick Jones, bassist Paul Simonon, singer Joe Strummer (1952 – 2002) and drummer Nicky ‘Topper’ Headon of British punk group The Clash in New York in 1978. (Photo by Michael Putland/Getty Images)

E probabile che Train in Vain sia una risposta a Typical Girls, una canzone delle Slits, il gruppo di Viv Albertine da cui Jones si era appena separato e che trattava lo stesso argomento: donne che stanno a fianco dei loro uomini. Ecco perché la prima strofa del brano recita così: “Dici di stare accanto al tuo uomo/ ma dimmi perché non capisco/ dicevi di amarmi e questo si sa/ però mi hai lasciato perché ti sentivi intrappolata.”

Train In Vain fa parte di London Calling ma non è segnalata da nessuna parte. Inizia quando finisce la traccia di Revolution Rock, ma non era stata concepita come traccia fantasma o nascosta.

Era invece stata pensata per finire su un flexy-disc in allegato al “New Music Express”. Quando l’iniziativa naufragò, i Clash si ritrovarono un brano in più e l’impossibilità di cambiare la copertina perché era già stata licenziata, così aggiunsero il brano all’ultimo momento, praticamente “in incognito”.

Tra le tante cover di questo brano, particolarmente splendida, per il sottoscritto, è quella interpretata da Annie Lennox nell’album Medusa del 1995.