#TellMeRock, 12 Gennaio 1969: L’esordio dei Led Zeppelin e quel Dirigibile che salvò il rock

DITORIALE – Nasce tutto da un dirigibile che fece storia. Purtroppo triste per la tragedia del disastro dello Zeppelin LZ 129 Hindenburg avvenuto il 6 maggio 1937 e poi perché, quel fotogramma, avrebbe consegnato ai posteri una copertina di un album che ancora oggi è Storia con la S maiuscola.

E pensare che, la nipote del Conte von Zeppelin, Contessa Eva von Zeppelin, minacciò di querelare i Led Zeppelin per uso illegale del nome di famiglia, durante una loro esibizione a Copenaghen nel 1970, dopo aver visto la copertina dell’album che agganciava il nome Zeppelin alla tragedia dell’Hindenburg.

Ma il 12 gennaio del 1969, 52 anni fa, e il che fa abbastanza rabbrividire solo a pensarci, la band inglese portò alla luce il proprio omonimo disco di esordio, o meglio conosciuto come Led Zeppelin I.

L’album è fortemente influenzato dal blues, soprattutto da Willie Dixon, del quale vengono riproposte You Shook Me e I Can’t Quit You Baby.

I Led Zeppelin stravolgono i brani originali portando avanti il progetto di blues psichedelico iniziato dai Cream. Le registrazioni dell’album si svolsero con celerità, anche in virtù dei brani, che erano già stati ampiamente provati dagli Yardbirds (How Many More Times, Communication Breakdown e soprattutto Dazed and Confused) e portati in concerto dai New Yardbirds, dai quali gli Zeppelin discenderanno per iniziativa del leader Jimmy Page.

Led Zeppelin viene spesso indicato come uno dei dischi cardine dell’evoluzione del rock nel periodo a cavallo tra gli anni sessanta e gli anni settanta. Jimmy Page diventerà uno dei chitarristi più amati ed influenti della storia del rock (fino a quel momento era un apprezzato session man), mentre il talento di John Paul Jones emerge dai confini provinciali. Vengono inoltre lanciati sul panorama musicale due perfetti sconosciuti: il cantante Robert Plant e il batterista John Bonham.

E’ l’album che abbandona definitivamente l’idea prettamente anglosassone del rock stile Beatles, composto da melodie più morbide e quasi intonate a canzonette pop.  Gli Zeppelin portano all’avanguardia quello che poi sarà chiamato hard rock, con un sound più pesante e molto più “urlato” rispetto al passato convenzionale, uno stile che sarà di ispirazione per molti gruppi e per le future band che oggi si definiscono Heavy Metal.

UNITED KINGDOM – DECEMBER 01: Photo of LED ZEPPELIN posed on a Jaguar car in London in December 1968. Left to right: John Paul Jones, Jimmy Page, Robert Plant and John Bonham.(Photo by Dick Barnatt/Redferns)

Fu l’inizio di un qualcosa di grandioso, la consacrazione non solo dei Led Zeppelin come gruppo, ma l’avvento pionieristico di una nuova alba musicale, in un momento in cui il rock sembrava smarrito tra le note nostalgiche del blues e un pop con più punti di domanda che di stile.

E’ l’anno di Woodstock, della paventata separazione dei Beatles e dell’inesorabile tramonto di Jimi Hendrix, ma è anche il 1969 del riscatto totale di una nuova generazione, di cui Jimmy Page e compagni se ne prendono responsabilità, non solo salvando il rock e i suoi discepoli, ma reinventandone significati e obiettivi.