EDITORIALE – Nasce tutto da un dirigibile che fece storia. Purtroppo triste per la tragedia del disastro dello Zeppelin LZ 129 Hindenburg avvenuto il 6 maggio 1937 e poi perché, quel fotogramma, avrebbe consegnato ai posteri una copertina di un album che ancora oggi è Storia con la S maiuscola.
E pensare che, la nipote del Conte von Zeppelin, Contessa Eva von Zeppelin, minacciò di querelare i Led Zeppelin per uso illegale del nome di famiglia, durante una loro esibizione a Copenaghen nel 1970, dopo aver visto la copertina dell’album che agganciava il nome Zeppelin alla tragedia dell’Hindenburg.
Ma il 12 gennaio del 1969, 56 anni fa, e il che fa abbastanza rabbrividire solo a pensarci, la band inglese portò alla luce il proprio omonimo disco di esordio, o meglio conosciuto come Led Zeppelin I.

Good Times, Bad Times è il brano di apertura ed è il primo singolo pubblicato dai Led Zeppelin negli Stati Uniti (con Communication Breakdown nel lato B), dove entrò anche nella prestigiosa Billboard Hot 100, nonostante sia un brano molto forte, è stata suonata poco dai Led Zeppelin dal vivo (E’ stato però il brano d’apertura per la reunion del 2007 alla The O2 Arena di Londra).
Babe I’m Gonna Leave You è un brano composto originariamente dalla cantante folk Anne Bredon nei tardi anni ’50, eseguito per la prima volta da Joan Baez nel 1962 e riarrangiato da Jimmy Page per la pubblicazione nell’album, dove però è accreditato come Traditional. A partire dal 1990 il brano è stato poi riaccreditato ad Anne Bredon, Jimmy Page e Robert Plant.
L’album è fortemente influenzato dal blues, soprattutto da Willie Dixon, del quale vengono riproposte You Shook Me e I Can’t Quit You Baby.
You Shook Me è la terza traccia dell’album, una cover visto che è stata scritta, come suddetto, da Willie Dixon e registrata per la prima volta da Muddy Waters nel 1962. Verso la fine del brano troviamo uno dei primi esempi di “chiamata e risposta” voce-chitarra, un accorgimento usato molto spesso nei brani hard-rock degli anni ’60 e ’70. La pubblicazione del brano provocò numerose polemiche tra la band e Jeff Beck, precedente chitarrista degli Yardbirds, che accusò i Led Zeppelin di avere copiato la versione presente nel suo album Truth, uscito nel luglio del ’68 negli Stati Uniti e nel novembre del ’68 nel Regno Unito.
I Led Zeppelin stravolgono i brani originali portando avanti il progetto di blues psichedelico iniziato dai Cream. Le registrazioni dell’album si svolsero con celerità, anche in virtù dei brani, che erano già stati ampiamente provati dagli Yardbirds (How Many More Times, Communication Breakdown e soprattutto Dazed and Confused) e portati in concerto dai New Yardbirds, dai quali gli Zeppelin discenderanno per iniziativa del leader Jimmy Page.
Communication Breakdown uno dei primi brani originali composti in sessione congiunta dagli Zeppelin, sviluppato collettivamente dall’intera band a partire da un’idea chitarristica di Page; Johnny Ramone ha affermato che lo stile di questa canzone è stato la base dei Ramones e quindi si potrebbe affermare che questo brano abbia inventato il punk rock.
Led Zeppelin viene spesso indicato come uno dei dischi cardine dell’evoluzione del rock nel periodo a cavallo tra gli anni sessanta e gli anni settanta. Jimmy Page diventerà uno dei chitarristi più amati ed influenti della storia del rock (fino a quel momento era un apprezzato session man), mentre il talento di John Paul Jones emerge dai confini provinciali. Vengono inoltre lanciati sul panorama musicale due perfetti sconosciuti: il cantante Robert Plant e il batterista John Bonham.
E’ l’album che abbandona definitivamente l’idea prettamente anglosassone del rock stile Beatles, composto da melodie più morbide e quasi intonate a canzonette pop. Gli Zeppelin portano all’avanguardia quello che poi sarà chiamato hard rock, con un sound più pesante e molto più “urlato” rispetto al passato convenzionale, uno stile che sarà di ispirazione per molti gruppi e per le future band che oggi si definiscono Heavy Metal.
Fu l’inizio di un qualcosa di grandioso, la consacrazione non solo dei Led Zeppelin come gruppo, ma l’avvento pionieristico di una nuova alba musicale, in un momento in cui il rock sembrava smarrito tra le note nostalgiche del blues e un pop con più punti di domanda che di stile.
E’ l’anno di Woodstock, della paventata separazione dei Beatles e dell’inesorabile tramonto di Jimi Hendrix, ma è anche il 1969 del riscatto totale di una nuova generazione, di cui Jimmy Page e compagni se ne prendono responsabilità, non solo salvando il rock e i suoi discepoli, ma reinventandone significati e obiettivi.