#TellMeRock, 16 dicembre 1966: Jimi Hendrix e il suo ‘Joe’ in fuga dalla propria coscienza

EDITORIALE – E’ una delle canzoni più famose degli ultimi sessant’anni, così popolare che molti pensano sia un traditional

Hey Joe fu in realtà scritta da Billy Roberts, uno sconosciuto folk singer del North Carolina di stanza a San Francisco, che con quel brano si è assicurato conto in banca e pensione anche per i nipotini. 

La prima versione fu dei Leaves, un’oscura garage band di Los Angeles, ma l’interpretazione che condusse Hey Joe nella storia fu di Jimi Hendrix il 16 dicembre del 1966, nel suo primo singolo.

Joe è un assassino che ha appena ucciso la moglie e cerca di fuggire, ma è inseguito dalla voce di un interlocutore (che qualcuno ha voluto dipingere come la coscienza del colpevole), che domanda continuamente: “Hey Joe, dove pensi di poterti nascondere”.

Ultima canzone che Hendrix suonò a Woodstock, Hey Joe vanta infinite versioni, ma una è passata alla storia, quella di Patti Smith del 1974. La sacerdotessa del rock trasformò Joe in donna, più precisamente in Patty Hearst, prima rapita dal Symbionese Liberation Army e poi vittima della sindrome di Stoccolma che ti fa innamorare dei tuoi aguzzini.

Nel lato b del celebre singolo, è pubblicata anche la superba ed energica Stone Free. È il primo singolo scritto da Jimi Hendrix. Inserito anche nella riedizione del 1997 dell’LP Are You Experienced?, è un pezzo considerato essenziale per lo sviluppo dell’hard rock. Un pezzo Hendrixiano allo stato puro, tra una chitarra ritmica ed eclettica a percussioni vibranti e vive. Una lezione di grinta e potenza.

Il pezzo compare come brano di apertura del film Maledetto il Giorno che t’ho incontrato e nel quale il mitico Carlo Verdone interpreta il critico musicale Bernardo Arbusti, impegnato nella scrittura delle biografia di Jimi Hendrix.

La canzone è omaggiata anche ne Le Bizzarre Avventure Di JoJo: il nome del potere “Stand” della protagonista Jolyne Cujoh della sesta serie prende nome da questo brano.