#TellMeRock, 16 Ottobre 1974: Per gli Stones ‘è solo rock n’roll…’ ma ci piace dannatamente

EDITORIALE – E’il 16 ottobre del 1974, e i Rolling Stones danno alla luce il loro dodicesimo album. Ha un titolo che non lascia spazio a dubbi di sorta ed è giustamente considerato come un manifesto del genere musicale che rappresenta. Il disco si intitola infatti It’s Only Rock ’n Roll

 L’artwork venne affidato ai pennelli di Guy Peellaert, artista belga divenuto famoso soprattutto per l’opera Rock Dreams, un libro dove la storia del rock viene raccontata attraverso immagini suggestive e affascinanti. Come si potrà notare dalle fotografie dell’epoca, Jagger & Co., sempre attenti ai gusti e alle mode del momento, si presentano con un look ispirato al nuovo stile glam da poco apparso sulla scena, il quale vedeva nell’eccentrico David Bowie uno dei propri maggiori esponenti.

L’album è prodotto dai due lanciatissimi leader del gruppo e premiata coppia Jagger Richards, la quale si autobattezza Glimmer Twins– e la cosa si ripeterà per tutti i prossimi lavori della band, con la coppia talvolta coadiuvata da un terzo produttore.

Mick Jagger and Keith Richards New York 1978

Il disco venne registrato in Germania nei Musicland Studios di Monaco di Baviera dopo il tour autunnale del 1973 e inizialmente venne concepito come una specie di compilation con da un lato un live delle suddette date europee e dall’altro una facciata di sole cover, ma dato che le idee fioccavano e l’ispirazione era ai massimi livelli, si decise per un nuovo album di inediti (del progetto iniziale venne mantenuta solo Ain’t Too Proud to Beg).

Si parte subito alla grande con il grezzo sound della trascinante opener If You Can’t Rock Me la quale appare come una vera e propria dichiarazione d’intenti: The band’s on stage and it’s one of those nights, oh yeah, The drummer thinks that he is dynamite, oh yeah

Il pezzo ha un gran tiro e l’ascoltatore si abbandona volentieri al turbinio di note e al cantato indiavolato di Jagger; piccola curiosità: come spesso accadeva ai tempi, il basso qui è suonato da Keith Richards.

La seconda traccia, la sopra annunciata Ain’t Too Proud to Beg, è un’ottima cover del gruppo soul The Temptations, resa ovviamente più energica e coinvolgente dopo il “trattamento di bellezza” subìto.

Nonostante il non esaltante piazzamento in classifica del 45 giri, la successiva track It’s Only Rock ‘n Roll (But I Like It) diventerà una delle canzoni simbolo degli Stones: il pezzo nacque a casa del futuro chitarrista della band Ronnie Wood, che si era avvicinato alle Pietre Rotolanti grazie a una collaborazione per il proprio disco solista con Mick Taylor; la moglie di Wood invitò anche Keith Richards e tra una jam e l’altra nacque il brano che fece poi da apripista al LP (oltre a una forte e duratura amicizia).

Non potevano mancare le ballad e infatti ecco la struggente Till the Next Goodbye, davvero ottima, e la sognante If You Really Want to Be My Friend, due tra i momenti più alti raggiunti dalla release in questione; stupenda poi Time Waits for No One, pezzo scritto in gran parte da Taylor -il cui nome come al solito non figura nei credits del disco, frustrando oltremodo il chitarrista che non a caso abbandonerà il gruppo- dove quest’ultimo dà dimostrazione di incredibile bravura e ottimo gusto nel tessere e ricamare riff e assoli sopraffini (meritevole di menzione anche il quanto mai opportuno ticchettio delle bacchette di un compassato Watts qui in modalità metronomo).

Rock stradaiolo in Dance Little Sister e sonorità che invece strizzano l’occhio al reggae nella divertente Luxury -la cosa si ripeterà anche nel successivo Black and Blue- mentre il massimo della sperimentazione si raggiunge nella finale Fingerprint File, un pezzo funky lungo e articolato che risulta davvero interessante, oltre ad essere l’ennesima prova di quella ecletticità che da sempre contraddistingue la band inglese.

In questa nuova fatica dei Rolling Stones c’è un deciso ritorno all’euforia rock dopo il malinconico -e poco capito- Goats Head Soup che, a detta dello stesso Keith Richards, a livello di sound non aveva soddisfatto appieno il combo britannico (e questo fu uno dei motivi che lo spinse a trasformarsi in produttore insieme a Jagger).

Purtroppo, It’s Only Rock ‘n Roll è anche l’ultimo album al quale partecipa Mick Taylor, a parere di chi scrive il più dotato e talentuoso chitarrista che la band abbia mai annoverato nella propria formazione; il malcontento del musicista era del resto più che comprensibile per i motivi sopra elencati ed è un vero peccato che la sua storia negli Stones sia finita in questa maniera.

Tirando le somme, disco da avere assolutamente… sarà anche “solo” rock ‘n roll, ma ci piace dannatamente!