#TellMeRock, 2 Dicembre 1977: Lo Psycho Killer dei Talking Heads e quel giro di basso che cambiò la new wave

EDITORIALE – Gioiellino psicotico di David Bryne e dei suoi Talking Heads pubblicato il 2 dicembre del 1977, Psycho Killer presenta uno dei più fantastici lavori di basso nella storia del rock n’roll e il bridge cantato in francese.

Nelle note alla ristampa dell’album Talking Heads: 77 pubblicata nel 2006, Bryne ha dichiarato che prima di scrivere il brano aveva immaginato Alice Cooper che interpretava una ballata alla Randy Newman e che da sempre era attirato dai cattivi ragazzi, perchè il loro fascino, seppur malato e perverso , è indiscutibile e imbattibile.

Non è certo, invece, che Bryne abbia pensato a Norman Bates, il personaggio centrale di Psycho di Alfred Hitchcock interpretato da Anthony Perkins, seppure molti lo diano per scontato.

La celebre parte del ritornello che contiene i fa-fa-fa-fa-fa è un omaggio a Otis Redding e alla sua Fa Fa Fa Fa Fa (Sad Song).

Il singolo aveva due versioni dello stesso brano: sul lato B, la versione acustica e meno spiritata.

Psycho Killer, che per le sue caratteristiche si inserisce esattamente a metà tra la new wave e la no wave, sarà riletta da infiniti artisti. Su tutti, a mio modesto parere, spicca la versione dei Velvet Revolver di Slash.

Il pezzo ha inoltre influenzato Ice-T per la nascita di Cop Killer dei Body Count.

Venendo all’album che la contiene, Talking Heads: 77 è l’album d’esordio del gruppo statunitense, pubblicato dopo una lunga gavetta e all’indomani del tour inglese con i Ramones.

L’impatto del disco, pubblicato il 16 settembre del 1977, è considerato uno delle pietre miliari della nascente New Wave. Fu in grado di scuotere il mondo dell’underground con i suoi testi ironici e cerebrali e la sua musica corrosiva, trasformando i Talking Heads in un gruppo di culto.