#TellMeRock, 2 Giugno 1972: Obscured By Clouds e quel ponte tra psichedelia e rock che cambiò i Pink Floyd

EDITORIALE – Anno 1972, per i fans dei Pink Floyd è l’anno del preludio di The Dark Side Of The Moon e della sua innovativa sperimentazione. Chiusi in studio con il tecnico e ingegnere del suono Alan Parsons, i Floyd provano a lasciarsi alle spalle le sonorità psichedeliche di Syd Barrett, con l’intento di aprire una fase nuova.

Ma proprio mentre gli arrangiamenti e le bozze di quello che sarà l’album “del prisma” vengono fuori, ai Pink Floyd arriva la proposta di scrittura di una colonna sonora per l’amico e regista Barbet Schroeder, con cui la band aveva già collaborato per More del 1969, senza però ottenere grandi risultati.

Il film si intitola La Vallée, una pellicola che i posteri considereranno mediocre e priva di impatto emozionale, con i Floyd che, proprio per assenza di trama o coinvolgimento, non riusciranno a dare il meglio di loro stessi. Il fatto che il film non fosse così qualitativamente rilevante viene sottolineato anche dalle parole del grafico Storm Thorgerson (che con la sua Hipgnosis ha curato l’artwork di questo lavoro), che svelano come né il film né la fotografia fossero in grado di fornire dei buoni spunti per la copertina o, più semplicemente, del materiale da includere nell’artwork (quasi un dovere questo, trattandosi di una colonna sonora).

Ma il disco che Roger Waters e soci tirano fuori da questa esperienza è tutt’altro che scadente: nasce così Obscured By Clouds, pubblicato il 2 giugno 1972 e considerato da critica e fans come un lavoro sottovalutato e certamente da rivalutare della band inglese.

Musicalmente parlando, Obscured By Clouds nasce dalla stessa tecnologia che poco più tardi sarebbe stata utilizzata per creare The Dark Side Of The Moon. Le canzoni risultano (eccetto un paio di casi) quasi del tutto scollegate dal film: non ne raccontano la trama, né servono a sottolinearne i passaggi significativi, ma costituiscono soltanto le componenti di un buon album rock.

A livello più strettamente musicale, Obscured By Clouds è da molti considerato l’ultimo sforzo collettivo della band: questo perché dal 1972 in poi la creazione dei testi e, più in generale, degli album, spetterà al solo Roger Waters. Il bassista infatti era l’unico dei quattro ad avere capacità scrittorie creative, seppur totalmente diverse da quelle dell’ex chitarrista e fondatore Syd Barrett. Mentre Syd si divertiva con un piano spirituale, leggero, distaccato dalla realtà e favolistico, Roger preferiva concentrarsi (e continuò a farlo fino al momento in cui abbanbonò la band) in modo che tutte le sue liriche vertessero su problemi quotidiani, riguardanti l’uomo e la sua psiche, i rapporti interpersonali, la politica e i ricordi del passato. Alcune di queste caratteristiche sono presenti già in Obscured By Clouds, ma queste verranno sviluppate al meglio solamente negli album successivi, pubblicati tra il 1973 ed il 1983. Una lettura più attenta rivela infatti come nei testi dei dieci brani che compongono il disco siano già presenti alcuni degli argomenti cardine di The Dark Side Of The Moon, The Wall, Animals e The Final Cut (qualora volessimo considerarlo alla stregua di un lavoro propriamente floydiano). Nello specifico, oltre all’uomo e alla sua psiche, ai rapporti interpersonali, alla politica ed ai ricordi del passato, aggiungerei anche il tema del tempo che passa, della frenesia dettata dai ritmi quotidiani e della morte.

Sono i Pink Floyd che dopo Atom Heart Mother del 1970 e Meddle del 1971, cercano la strada del sociale per cambiare le sorti del loro destino musicale e umano, con Waters che userà sempre di più la band e i suoi testi per denunciare abusi e sistemi di potere, e con Gilmour che orienterà la band verso un rock più puro e meno psichedelico.

Obscured By Clouds è un disco assolutamente da rivalutare. Nella sua semplicità di fondo (se paragonato ai lavori precedenti e successivi della band), l’album rivela spiccate doti che, una volta individuate, lo fanno apprezzare e crescere di valore. Molto importante anche e soprattutto a livello tematico, questo album rappresenta un ponte inaspettato tra i Floyd psichedelici dei primi tempi e quelli maturi del periodo The Dark Side Of The Moon e successivi.

Album poco conosciuto come suddetto, ma di fondamentale importanza nel percorso che ha portato i Pink Floyd ad essere ancora oggi la band che tutti conoscono.