#TellMeRock, 20 Aprile 1992: Nothing Else Matters, i Metallica nella loro ode ai fans

EDITORIALE – Una ballata, dunque una situazione atipica nella produzione dei Metallica

Nothing Else Matters fu pubblicata nel Black Album del 1991 e, come singolo, il 20 aprile del 1992.

La scrisse James Hetfield per una sua vecchia fidanzata ma, giudicandola troppo personale e melodica, non voleva nemmeno farla ascoltare agli altri Metallica. Fu il batterista Lars Ullrich, dopo averla sentita, a convocare la band e a dire: “ragazzi, abbiamo una grande canzone”.

In fondo, a pensarci, quale testo o canzone migliore di questa può esserci per aprire la nuova “fase melodica” dei Metallica?

Il testo racconta di un rapporto a due, e di come il trovarsi costantemente in tour e vivere tra un hotel, un aereo e una sala da concerto, possa rischiare di deteriorare una storia. Presto il brano ha assunto un altro significato: non più un canto a due, ma una dichiarazione d’amore ai fan, perché “nient’altro importa”.

Solitamente all’interno delle canzoni dei Metallica è il chitarrista Kirk Hammett a dedicarsi agli assoli, sia in studio che sul palco. Ma per Nothing Else Matters non è così, l’assolo di chitarra è interpretato da James Hetfield.

All’interno del libro di Doughton del 1992 Metallica Unbound il frontman dichiarava la paura incredibile che avesse la prima volta che portò la canzone su un palco: “Stavo solo aspettando che arrivasse Nothing Else Matters. Sai, per vedere se queste persone potessero guardarsi e iniziare a vomitare! La gente diceva: Ti piace?” “Non lo so, ti piace?” Ma il pubblico alla fine era piuttosto entusiasta del brano, il che è stato piuttosto sorprendente.”

All’interno del documentario A Year and a Half in the Life of Metallica, Kirk Hammett racconta di quanto l’intro di Nothing Else Matters gli mettesse ansia sul palco: “All’inizio continuavamo a inserirla in scaletta e a toglierla finché non siamo stati effettivamente in grado di suonarla come si deve. Ho dovuto imparare di nuovo l’intera parte dell’intro per suonarla da solo sul palco, il che mi metteva una grande paura, non abbiamo mai avuto una canzone che iniziava in quel modo. Ma una volta che l’abbiamo capito, non è stato un problema. Siamo stati abbastanza bravi a metterla insieme e a scriverla”.

Come ha poi spiegato lo stesso Hetfield alla rivista Mojo nel dicembre del 2008, è stata la reazione della gente in tutti questi anni a far capire il vero valore del brano. Il chitarrista ha ricordato di quella volta in cui era andato al Clubhouse degli Hell’s Angels a New York: gli mostrarono un video che avevano realizzato con le immagini dei loro compagni scomparsi e sotto c’era Nothing Else Matters. Ecco perché, oggi, è considerata una canzone sulla fratellanza e non più sulla lontananza di un amore.

Tra le interpretazioni più curiose legate a Nothing Else Matters dei Metallica figura anche la versione italiana realizzata da Marco Masini. Il brano, intitolato “E chi se ne frega” e inserito nell’album Uscita di sicurezza del 2001, non è una semplice traduzione ma una vera riscrittura del testo originale, adattata allo stile cantautorale dell’artista fiorentino da Giancarlo Bigazzi. Una scelta che nel tempo ha diviso pubblico e critica, trasformando la cover in un caso emblematico di reinterpretazione “libera” di un classico del rock.

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