EDITORIALE – Quella che secondo la rivista Rolling Stone è la più grande canzone di tutti i tempi, fu scritta da Dylan nel 1965 per entrare a far parte dell’album Highway 61 Revisited.
Le sue origini non hanno musica, nel senso che la base di Like A Rolling Stone è uno scritto di venti pagine dove Dylan sfogava la sua rabbia contro un destinatario mai identificato, anche se più volte si è sussurrato che potesse essere Edie Sedgwick, bellissima modella e attrice della Factory di Andy Warhol che Dylan aveva conosciuto proprio nel corso della sua tournee in Gran Bretagna e per la quale, si dice, abbia composto anche un altro capolavoro: Just Like Woman. A Woodstock, nello Stato di New York, scrisse i primi quattro versi in musica e il ritornello; il resto venne qualche giorno dopo.
La canzone fu registrata tra il 15 e il 16 giugno del 1965 negli studi di Tom Wilson, celebre produttore discografico. Like A Rolling Stone è lunga ben sei minuti e suscitò immediatamente il disappunto della Columbia Records, siccome Bob Dylan aveva intenzione di pubblicarla come singolo. La label, quindi, scelse di dividere il brano a metà, raccogliendolo nei 2 lati del 45 giri. Data la scelta, particolarmente controversa, il pubblico non poté che opporsi animatamente, costringendo la casa discografica a rivedere le proprie scelte.
La storia raccontata da Bob Dylan nel brano è delle più struggenti. Un racconto di solitudine, smarrimento e disillusione innanzi alle logoranti asprezze della vita. Il cantautore chiama la protagonista Miss Lonely, con fare sferzante. La giovane, di alta estrazione sociale, cade in disgrazia e, dopo aver passato gran parte della sua vita a denigrare il mondo che la circondava senza pietà; si ritrova costretta a mendicare per sopravvivere.
L’immagine della pietra che rotola, appare spesso nell’opera degli artisti Folk e Blues di quegli anni. In questo caso, essa simboleggia il forte sentimento di abbandono ed inerzia di fronte alla vita. Bob Dylan si mostra sprezzante, per poi comprendere la situazione critica della protagonista. Per quanto appaia impossibile, l’autore riesce ad immedesimarsi nella storia, percependo la disperazione di Miss Lonely che, a mano a mano, diventa il più grande tarlo di Dylan. La profonda empatia dimostrata dall’autore, traspare alla perfezione nota dopo nota. La straordinaria umanità e la spiccata solidarietà riflesse nel brano sono, probabilmente, alcune tra le cause principali del suo immenso successo.
Like a Rolling Stone, pubblicata il 20 luglio di 60 anni fa, sarà poi ripresa da molti, tra cui “Sua Maestà” Jimi Hendrix e dai Rolling Stones che ne hanno fatto un loro inno.Fu anche una delle canzoni che Dylan eseguì nel famigerato giorno del tradimento, al Festival di Newport, il 25 luglio del 1965, quando tutti aspettavano l’arrivo del Messia con la chitarra acustica e lui annichilì la platea con questa cavalcata elettrica di sei minuti la cui bellezza ha effettivamente pochi paragoni nell’ambito della musica popolare.
Ancora oggi continua a influenzare artisti di tutto il mondo. Francesco De Gregori, da molti considerato il nostro Dylan, la cita esplicitamente in Tutto più chiaro che qui










































