#TellMeRock, 22 Maggio 1970: i Deep Purple di Child in Time e quegli acuti che cambiarono la storia del rock

EDITORIALE – Pubblicata nell’album In Rock, uscito il 5 giugno del 1970, Child In Time è una cavalcata epica che dura oltre dieci minuti e che fu scritta nel 1969 dopo che Jon Lord si mise alle tastiere e fece ascoltare al resto della band il riff di Bombay Calling, una canzone degli It’s Beautiful Day, gruppo di San Francisco nato nel 1967. Sembrava fresco e originale e, soprattutto, in perfetta linea per il cambio di rotta auspicato dalla band.

Deep  Purple erano molto concentrati sul tema della Guerra Fredda e provarono a lavorare su un testo che avesse a che fare con quell’argomento.  Il primo verso venne di getto: Sweet child in time, you’ll see the line, e subito dopo la spiegazione di quale fosse la “linea”: quella di demarcazione tra il bene e il male, The line that’s drawn between, good and bad. Le registrazioni del brano terminarono il 22 maggio del 1970.

“La struttura è apparentemente semplice, ma non è affatto così” , mi spiegó il chitarrista Daniele Marcante, massimo esperto della storia dei Deep Purple e grande cultore di Ritchie Blackmore : “Child In Time è un pezzo tostissimo da suonare e per diverse ragioni. L’alchimia che si crea tra i quattro nell’album è determinata da un nuovo e fin lì sconosciuto senso del tempo. I fraseggi hanno una difficoltà prima ancora che tecnica, legata proprio al timing, al suonare il rock in modo swing, quell’indefinibile misura della notazione musicale per cui una durata non è mai matematicamente determinata. Poi naturalmente serve una preparazione tecnica spaventosa, penso soprattutto al modo di interpretare lo shuffle, all’uso della mano destra e del plettro”. Il giro di Hammond di Lord, il canto prima quieto e poi indemoniato di Gillan, fanno del brano una suite innovativa per quei tempi in cui ogni elemento è perfettamente incastonato”, conclude Daniele.

Si racconta che durante il concerto che diede vita a Made in Japan la voce del cantante Ian Gillan fu misurata in decibel durante i celebri acuti della canzone. Si dice addirittura che al momento dell’acuto più alto i decibel che generò (insieme all’amplificazione) siano stati paragonati a quelli che avrebbe generato un aereo in partenza.

L’intro del brano Lo Show, prima traccia dell’album Gli spari sopra, di Vasco Rossi, è un chiaro omaggio a questo brano. Inoltre Child In Time fa parte della colonna sonora del film Le onde del destino di Lars von Trier e del film Denti di Gabriele Salvatores; è inoltre presente nel film La banda Baader Meinhof di Uli Edel. È presente, inoltre, nel film Twister.

Ultima curiosità per i feticisti: Richie Blackmore, famoso per la sua Fender Stratocaster, qui suona invece una Gibson.

https://youtu.be/PfAWReBmxEs