#TellMeRock, 22 Marzo 1984: Quel grido di libertà firmato dai Queen tra rivalsa e censura

EDITORIALE – Chi di noi, prendendo un aspirapolvere in mano, non ha mai cercato di mimare le movenze di I Want To Break Free, pietra miliare della vena compositiva dei Queen?

Eppure questo brano, pubblicato il 22 marzo del 1984 ed entrato nell’album The Works, undicesimo prodotto discografico in studio della band britannica, è stato contemporaneamente croce e delizia per Freddie Mercury e soci.

La storia del brano è infatti caratterizzata di apici e censure, di promesse e di polemiche.

Il testo, scritto dal bassista John Deacon, parla della liberazione di un amore negativo. La traduzione letterale in italiano del termine altro non è che “Voglio liberarmi” ed è, in effetti, il messaggio che vuole essere comunicato all’interno del brano.

Grande merito della celebrità di I Want to Break Free è rappresentato sicuramente dal videoclip ufficiale della canzone, un’idea dell’allora fidanzata di Roger Taylor.

La donna consigliò ai membri della band di fare una parodia della soap opera Coronation Street, molto in voga in Gran Bretagna negli anni Ottanta.

Ne scaturì così il mitico video in cui i Queen indossano abiti femminili, scatenando non poche polemiche, soprattutto negli Stati Uniti, là dove i Queen furono addirittura censurati.

MTV non permise la trasmissione del videoclip per ben sette anni, provocando così la reazione di Freddie Mercury il quale decise che la band britannica non si sarebbe più esibita nel panorama statunitense.

Paradossalmente, nonostante nel mercato statunitense I Want To Break Free non abbia avuto seguito a causa della censura di cui abbiamo parlato, la canzone stessa non ebbe bisogno del seguito statunitense per certificare il ritorno dei Queen ad alti livelli.

Il brano in realtà, nel corso degli anni, ha assunto molteplici significati ed è diventato un vero e proprio inno di libertà in tutte le sue forme. Dalla libertà individuale a quella sentimentale, fino a quella sessuale.

Ancora di più dopo la morte di Freddie Mercury, la canzone venne identificata dalla cultura gay come il brano di rilancio e “outing” del frontman dei Queen. Una esortazione a prendere quasi il toro per le corna e dimostrare che il travestimento (seppur per gioco) e soprattutto l’omosessualità non erano dei tabù insormontabili.

Sfida vinta in Europa e nel resto del mondo ma, come su scritto, non negli States.

Se è vero che The Works, pubblicato il 27 febbraio del 1984, fu un album che, relativamente a vendite e critica, possiamo considerare ben riuscito e fortunatissimo, il merito è anche di I Want to Break Free che, insieme a Radio Ga Ga e Hammer To Fall ha letteralmente trainato al successo l’undicesimo album in studio dei Queen. I

Il singolo ha ottenuto un disco d’oro in Italia – con più di 25mila copie vendute – nel Regno Unito (oltre 400mila copie vendute) e negli Stati Uniti (mezzo milione di copie vendute).

Grazie a questo successo, i Queen tornarono in auge riaffermandosi come band dai grandi successi.