#TellMeRock, 25 Giugno 1968: Jimi Hendrix e la poetica di Dylan nella miglior cover di tutti i tempi

EDITORIALE – Bob Dylan scrisse All Along The Watchtower dopo il famoso incidente in moto del 29 luglio 1966, (quando riportò la frattura di una vertebra cervicale che lo costrinse per mesi in ospedale) e dopo un lungo periodo trascorso a leggere la Bibbia e ad approfondire le Sacre Scritture, in particolare il Libro di Isaia.

E’ da quelle pagine, soprattutto dal capitolo 21 versetti 5 – 9, che Dylan ereditò l’immagine delle watchtower, le torri di guardia. La versione originale del brano era molto semplice ed essenziale, con la chitarra a rispondere ai versi invece che ad accompagnare, compito svolto da basso e batteria, mentre l’armonica lacera l’aria e riempie i suoni.

https://www.youtube.com/watch?v=bT7Hj-ea0VE

Jimi Hendrix il 25 giugno 1968 trasformerà All Along The Watchtower in un delirio psichedelico, sostituendo ovviamente l’armonica con la chitarra. Lo stravolgimento piacque così tanto a Dylan che, da allora, ha sempre eseguito la canzone nella versione di Hendrix, in pratica chiudendo il cerchio, perchè l’omaggiato restituisce l’omaggio.

Ecco cosa significa prendere una canzone capolavoro e realizzare un altro capolavoro, trasformandola di fatto in una canzone tutta nuova.

All Along The Watchtower è stata riletta da molti grandi artisti: Hendrix su tutti, ma anche U2, Neil Young, Grateful Dead, Pearl Jam, Bryan Ferry, Prince, John Mellencamp. XTC e Paul Weller. Nel 2006, inoltre, gli australiani Wolfmother hanno scalato le classifiche con un brano dal titolo Joker and The Thief ispirato proprio ai protagonisti della canzone.

Tornando alla versione di Jimi Hendrix, il leggendario chitarrista la registrò per l’album Electric Ladyland del 1968 e divenne, come suddetto, a tutti gli effetti uno degli esempi più fulgidi della creatività e della carica innovativa del chitarrista di Seattle. Particolarmente interessante il contrasto tra l’accompagnamento con la chitarra acustica e il sound per l’epoca avanguardista dell’elettrica. Hendrix ha abbassato la tonalità originale del brano di un semitono, trasportandola alla tonalità di Dom. Ha inoltre modificato leggermente la sequenza degli accordi.

L’esordio del brano presenta subito i due protagonisti, un giullare e un ladro non meglio specificati, e sembra mettere davanti ai nostri occhi una Babilonia moderna, piena di gente pronta ad approfittare della minima occasione; il riferimento a Babilonia non è fuori luogo in quanto il testo della canzone presenta vari riferimenti biblici. Tali rimandi si rifanno essenzialmente, come scritto in apertura, al libro del profeta Isaia: è proprio Isaia a parlare di una “torre di guardia”, a preannunciare la distruzione di Babilonia e a citare l’inquietante presenza di due cavalieri (come saranno poi definiti, nel finale del pezzo, il ladro e il giullare).

Dunque si potrebbe ipotizzare in questi versi la volontà, tutta cristiana, di cercare una via d’uscita dalla confusione che regna nel mondo. Oppure, volendo tenere presente un altro piano di lettura, si potrebbe identificare il ladro e il giullare con lo stesso Dylan, e, di riflesso, anche con Hendrix: in chiave allegorica il brano sintetizzerebbe, quindi, il momento di crisi dell’artista che cerca una via d’uscita da una situazione, dove i “businnesmen” e i “plowmen” (contadini aratori), si arricchiscono col suo ingegno e la sua bravura cercando di controllare la sua vita, scavando dentro di lui.

Proprio per restare tra sacro e profano, una versione del brano fa parte anche della serie TV The Young Pope..

In ultimo posso affermare che senza dubbio, e per chi scrive, questa è la miglior cover rock di tutti i tempi.