#TellMeRock, 25 Maggio 1967: i Procol Harum e i misteri di A Whiter Shade Of Pale

EDITORIALE – Molti di voi al primo ascolto, travolti da quell’inconfondibile riff di organo Hammond, penseranno a Senza luce, testo di Mogol e musica e voce dei Dik Dik. Oppure, per gli appassionati di cinema, sarà uno dei brani che fu utilizzato nel 2000 da Marco Tullio Giordana come colonna sonora per il film I cento passi.

In realtà A Whiter Shade Of Pale, il più straordinario successo dei Procol Harum datato 25 maggio 1967, ha due particolarità. La prima riguarda l’influenza di Johann Sebastian Bach, che ha fatto di A Whiter Shade Of Pale la prima canzone con ampie citazioni classiche a raggiungere la vetta delle classifiche pop; la seconda ha a che vedere con il significato del testo, ancora oggi difficile da decifrare.

Centinaia sono le versioni accreditate sul sito www.procolharum.com; le più comuni riguardano le droghe e l’alcol, ma le più fantasiose sono davvero senza limiti. Secondo alcuni i due protagonisti sarebbero Arthur Miller e Marilyn Monroe, per altri di tratterebbe di due persone che affondano sul Titanic (da qui la scelta del regista di I Love Radio Rock di scegliere questo brano proprio mentre la nave affonda).

L’autore del pezzo, Keith Reid, ha più volte dichiarato che l’analisi logica del brano è un esercizio inutile, perché nemmeno lui sa cosa significhino certi versi, dal momento che gli sono venuti di getto, come prodotti dall’inconscio. Per quanto possa apparire difficile da credere, capita.

Più facile scoprire la provenienza di Bach nell’organo Hammond di Mattew Fisher: una cantata del 1731 e un’aria composta per il principe Leopoldo di Anhalt tra il 1717 e il 1723. Nemmeno lui avrebbe immaginato che la sua musica sarebbe rinata in una immortale canzone pop rock.

Tornando alla versione dei Dik Dik del 1967 dal titolo Senza luce, Mogol decise di mantenerne la parte musicale, discostando però il testo originale dal suo significato oscuro e a tratti indecifrabile.