#TellMeRock, 26 Settembre 1984: Prince e la sua ‘Purple Rain’

EDITORIALE – C’è una leggenda che da anni scende insieme alla pioggia color porpora di Prince e riguarda il tour del folletto di Minneapolis dopo l’uscita dell’album 1999.

A Prince capitava spesso di esibirsi nelle stesse città dove aveva appena suonato Bob Seger e, pur senza esser in alcun modo fan di Seger (la cui musica era distante anni luce dalla sua), Prince rimaneva sempre molto colpito dall’amore che la gente aveva per Night Moves, Against The Wind e Main Street, che stranamente erano le uniche ballate di Seger in un repertorio molto più rock e molto più duro.

Così anche Prince decise di scrivere una ballata, una e non più di una, sembra abbia detto, e da lì a poco nacque Purple Rain, una lunghissima ballad che si muove sinuosa tra gli estremi del rock, del pop e del gospel.

Proprio oggi, 26 Settembre, questa leggendaria ballata compie 36 anni, visto che fu pubblicata come singolo il 26 Settembre del 1984.

L’impatto fu così positivamente devastante anche presso i musicisti e i discografici che Prince cancellò alcuni versi diciamo più profani, che parlavano di soldi, per non diluire la spinta emotiva del brano.

Ultima curiosità: la prima volta che la pioggia purpurea fece la sua comparsa in una canzona fu in Ventura Highway degli America: Wishin’ on a falling star/ Watchin’ for the early train/ Sorry boy, but I’ve been hit by Purple rain (“Ho espresso un desiderio su una stella cadente, aspettando il primo treno, ma fui colpito da una pioggia viola”).

Al di là del significato letterale, Purple Rain è anche il nome di un acido, di una droga allucinogena.