#TellMeRock, 27 Ottobre 2013: L’addio di Lou Reed e l’affascinante mistero di Perfect Day

EDITORIALE – Gioiello di rara lucentezza, come molte canzoni di Lou Reed del primo periodo Velvet Underground e poi da solista, Perfect Day potrebbe contenere riferimenti nascosti al mondo della droga.

In apparenza è un canto d’amore per una donna, da molti identificata in Bettye Kronstrad, che presto sarebbe diventata la sua prima moglie. Ma tutta la dolcezza e la meraviglia del testo, un giorno perfetto, bere sangria nel parco, dar da mangiare agli animali allo zoo, un cinema e poi a casa, i problemi dimenticati, pura felicità e basta, potrebbero non appartenere a un quadro idilliaco. La destinataria della canzone potrebbe essere l’eroina.

E’ lei che nel gergo dei junkies, regala il giorno perfetto, ti fa dimenticare chi sei e ti fa pensare di essere qualcun altro, una persona migliore.

In quest’ottica è certo più facile interpretare il verso You Just keep me hanging on. E’la droga, più che una donna, a tenerti sempre legato a un filo.

A questa interpretazione si è certamente collegato Danny Boyle, che ha utilizzato Perfect Day in Trainspotting nella celebre scena in cui il protagonista va in overdose.

Diciamo che Perfect Day sta al rock come Per Elisa di Battiato sta alla canzone italiana, anch’essa al centro di doppie interpretazioni e rimandi possibili alla droga.

Lou Reed frontman di The Velvet Underground,  muore di malattia epatica a Southampton, New York, all’età di 71 anni proprio il 27 ottobre di sette anni fa.

 Cantore al contempo crudo e ironico dei bassifondi metropolitani, dell’ambiguità umana, dei torbidi abissi della droga e della deviazione sessuale, ma anche della complessità delle relazioni di coppia e dello spleen esistenziale, Lou ha finito con l’incarnare lo stereotipo dell’Angelo del male, immagine con cui ha riempito i media per oltre tre decenni divenendo una delle figure più influenti della musica e del costume contemporanei. 


Con i Velvet Underground ha rivoluzionato per sempre i dettami della musica rock, gettando le basi per quell’estetica nichilista che anni dopo sarebbe stata ribattezzata Punk.