#TellMeRock, 4 Settembre 2001: ‘Toxicity’ e la rabbia sociale e vocale dei System Of A Down

EDITORIALE – Oggi torno al mio primo anno universitario romano, appartamento a ridosso del quartiere Tor Bella Monaca e stanza doppia condivisa con l’amico Michele Ricciardi meglio conosciuto come “Sampò”.

Con gli altri coinquilini si parlava spesso di musica, dal rock classico alle nuove frontiere del metal. In particolare una sera, tra la arringhe oratorie di Paolo, avvocato napoletano di stanza a Roma e Daniele, studente di ingegneria a Tor Vergata, ascoltai per la prima volta un album che cambiò per sempre la mia visione d’ascolto “metallara”.

Era il 4 settembre del 2001 e i System Of a Down avevano pubblicato il capolavoro Toxicity

Esponenti di spicco del cosiddetto nu metal, I System Of A Down hanno avuto il merito di concepire uno stile fortemente personalizzato, dove potenza ed estremismi si legano ad inattese aperture melodiche, strutture stranite, pause evocative e deviazioni etniche (queste ultime dovute al retaggio delle origini armene dei musicisti).

Ne è esempio felicissimo e riuscitissimo il loro secondo album, che vanta una lucidità progettuale e una coesione davvero invidiabili, oltre a una verve di scrittura  che si esprime in quindici brani di breve durata, (solo il capolavoro Aerials arriva a  6 minuti e 11 secondi). Il brano è stato composta in tonalità di do minore.

Shavo Odadjian e Daron Malakian (rispettivamente bassista e chitarrista della band),  hanno detto che il brano non è stato composto per avere un particolare significato. Comunque, in un’intervista, Malakian dichiarò che ”il brano vuole interrogarsi su come un bambino disabile può vedere un trapezista e rimanerne affascinato, mentre le altre persone normali camminano tranquille e non si interessano dell’artista”.

 Quindi Aerials vuole parlare di come sono differenti i punti di vista a seconda delle diverse circostanze.

Cattura l’attenzione, affascinando inesorabilmente, soprattutto il canto camaleontico di Serj Tankian, capace di passare con naturalezza dalle urla belluine al falsetto fino ai toni melodrammatici senza dare – e il pericolo ci sarebbe -, l’impressione della forzatura.

La track list che da origine e vita all’omonimo album è un monumento del metal moderno. C’è di tutto, rivalsa sociale, denuncia, rabbia, armonia e riscatto. E’ un brano che, confesso, nella suddetta primavera del 2002, non ho tolto con facilità dal mio stereo.

Prison Song, con chiari riferimenti alla “Guantanamo” di Bush, è un brano potente ed emblematico con montagne russe sonore ed efficaci, mentre la “ballata” Chop Suey prende spunto dall’omonimo piatto cinese a base di verdure, che il cantante Serj Tankian mangia anche in alcune scene del video.

 Il testo contiene anche alcune citazioni tratte dalle ultime parole pronunciate da Gesù prima di morire, tra cui «Father, into your hands I commend my spirit» e «Father, why have you forsaken me?».

Altra curiosità:  Il brano ATWA è un riferimento all’omonimo movimento fondato dal criminale Charles Manson e ad alcuni omicidi da lui ordinati.

Nell’album inoltre è presente una traccia fantasma conosciuta come Arto, curata dal musicista armeno Arto Tunçboyacıyan, dove il gruppo interpreta con sonorità puramente tribali un inno della chiesa armena intitolato “Der Voghormya” (“Dio abbi pietà”), in onore e memoria delle proprie origini.

In fedeltà con il precedente System Of A Down, Toxicity espande il lavoro di impegno politico e ricerca musicale, mantenendo i riff estremi e i ritmi particolari, ma aggiungendo anche un senso di melodia in alcuni pezzi, facendoli risultare un po’ più accessibili ad un pubblico più vasto.

Ultima menzione per la sublime e “rantolante” Spiders del 1998 e inserita nel suddetto album d’esordio: composta in tonalità di Do minore in perfetto stile System Of A Down, è una melodia pressante, lenta e triste che crea un’atmosfera buia ed echeggiante. La voce di Serj Tankian, bassa e melodica nei versi, diventa energica e dissonante nel ritornello.

La traccia parla principalmente del V-chip, il chip del computer che blocca i contenuti violenti.

Esso viene descritto come dotato di molte zampe e paragonato quindi ad un ragno. Spiders contiene però anche un messaggio di denuncia verso il governo e i suoi poteri, utilizzati spesso per spiare e studiare la popolazione in modo illegittimo.