#TellMeRock, 6 febbraio 1993: Vasco Rossi e “Gli spari sopra”, quando il rock italiano alzò il volume

EDITORIALE – Nella rubrica TellMeRock, dedicata ai dischi che hanno lasciato un segno nella storia della musica, Gli spari sopra di Vasco Rossi occupa un posto speciale. Non solo per il suo valore artistico, ma anche per il forte legame emotivo che molti ascoltatori associano a quell’uscita. Era il 1993, l’anno delle musicassette consumate fino all’ultimo nastro e delle VHS dei concerti guardate in loop, dei pomeriggi passati ad alternare mostri sacri del rock internazionale come Deep Purple e Pink Floyd ai grandi nomi italiani, dai Litfiba alla PFM, fino all’immancabile Vasco.


Pubblicato il 6 febbraio del 1993, Gli spari sopra è il decimo album in studio del rocker di Zocca e rappresenta una fase di piena maturità creativa. Il disco è composto da 14 tracce e si distingue per un impianto sonoro decisamente elettrico, dominato da chitarre robuste e arrangiamenti curati nei dettagli. È probabilmente il lavoro più “rock” della sua carriera fino a quel momento, un album che segna una svolta anche nella produzione, grazie a registrazioni e collaborazioni di respiro internazionale.


Uno degli elementi che rende il disco così compatto è la presenza della storica squadra di musicisti che accompagna Vasco: Solieri, Golinelli, Tedeschi, Braido, Devoti e soprattutto Massimo Riva, figura centrale anche nella scrittura di “Vivere”, brano destinato a diventare uno dei momenti più intensi dei concerti. Una canzone sospesa tra malinconia e speranza, capace di attraversare il tempo senza perdere forza espressiva.


L’apertura con “Lo Show” è un vero manifesto d’intenti: chitarre in primo piano e un’introduzione che richiama volutamente Child in Time dei Deep Purple. È l’ingresso in un album che alterna rabbia, ironia e introspezione, mantenendo sempre alta la tensione musicale. Vasco si muove tra critica sociale e riflessione personale, con testi diretti e riconoscibili che diventano subito patrimonio del suo pubblico.


Tra gli episodi più significativi spicca “Hai ragione tu”, ballata rock impreziosita da due presenze di rilievo: Pino Daniele, ospite con assolo e cori, e Dave Stewart degli Eurythmics, autore della musica. Un incrocio artistico che amplia l’orizzonte del disco e ne rafforza il carattere internazionale.

Poi arriva Gabri, capolavoro “sensibile” di un Vasco ispirato e malinconico, dedicata alla sua ex compagna Gabriella Sturani, madre di suo figlio Lorenzo, prematuramente scomparsa nel 2024.

Più leggera ma tagliente “Delusa”, brano pop-rock che all’epoca fece discutere per i riferimenti al mondo televisivo e a Non è la Rai, mostrando il lato più ironico e provocatorio del cantautore. Nel pezzo infatti ci sono riferimenti diretti al programma Non è la Rai, e alle ragazze protagoniste insieme all’ideatore Gianni Boncompagni: quest’ultimo, risentitosi, fece cantare ad Ambra Angiolini la stessa canzone sostituendo la parte «però, quel Boncompagni lì» con «però, quel Vasco Rossi lì».

È uno di quei pezzi che, tra sarcasmo e ritmo, ha saputo mantenere nel tempo una sorprendente attualità.


Il cuore dell’album resta però la title track “Gli spari sopra”, vero manifesto generazionale. Il testo è firmato da Vasco, mentre la struttura musicale nasce dal riadattamento di Celebrate degli irlandesi An Emotional Fish. Il ritornello originale “This party’s over” viene trasformato in “Gli spari sopra”, mantenendo un’assonanza sonora che contribuisce alla potenza del brano. Il video del brano, girato nello stesso penitenziario dove fu girato Fuga da Alcatraz, venne proiettato in contemporanea in 180 sale cinematografiche, cosa che contribuì a rafforzarne l’impatto mediatico.


Il disco trova poi due dei suoi vertici emotivi in “Stupendo” e “Se è vero o no”, canzoni che ancora oggi occupano uno spazio fisso nelle scalette live grazie a melodie solide e testi capaci di parlare a più generazioni.

Non manca la dimensione più sociale e disincantata in “Se non appari mai”, riflessione amara ma lucida sul rapporto tra immagine e identità.


Gli spari sopra è un album compatto, coerente, costruito con una visione precisa. Un lavoro che unisce grinta rock, ironia e una vena critica tipica dei primi anni Novanta, segnando anche uno dei maggiori successi commerciali di Vasco con oltre un milione di copie vendute e tournée da tutto esaurito negli stadi. A distanza di decenni resta uno dei capitoli più solidi della sua discografia: un disco da ascoltare tutto d’un fiato, ancora oggi capace di suonare vivo, diretto e sorprendentemente attuale.

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