#TellMeRock, 7 Maggio 1991: il lato oscuro di Shiny Happy People è il suo controverso rapporto con Michael Stipe

EDITORIALE – La prima volta che ascoltai l’intro di Shiny Happy People alla radio, fu verso la prima metà degli anni ’90, con il mio stereo già sintonizzato perennemente su Radio Capital.

A primo “orecchio” pensai a un pezzo melodico alla Gianni Morandi, ma una volta che la chitarra di Peter Buck prende il via, il rock di classe dei R.E.M. inizia a riconoscersi eccome.

Shiny Happy People è uno di quei pezzi simbolo della band americana, amato dai fan ma molto poco da Michael Stipe, anzi, diciamo pure “odiato”.

Come riportato dal Guardian qualche anno fa, se brani come The LiftingWorld Leader PretendCountry Feedback e Strange Currencies non sono esattamente tra i suoi preferiti, c’è una canzone che il cantante non sopporta proprio. Ebbene si, si tratta di Shiny Happy People, il secondo singolo del settimo album in studio dei R.E.M., Out Of Time, pubblicato il 7 maggio 1991.

Nonostante sia una delle canzoni più conosciute del gruppo, ci sono anche moltissimi fan che non la apprezzano e la considerano un po’ “sciocca”, sebbene sia una canzone allegra.

Michael Stipe sembra condividere la loro opinione, anche se in realtà in più occasioni ha difeso questo pezzo, spiegando che è “molto più oscuro di quanto la gente non pensi” .

In seguito, però, il frontman ha ammesso che la canzone ha uno “scarso appeal” e che non riesce più a sopportarla. Non a caso, il brano è poi stato escluso dalle setlist dei concerti della band.

Dopo qualche anno, come riporta Stereogum, Stipe è tornato a parlare di questo pezzo, ammettendo che “è stato un esperimento di canzone pop riuscito male” . “Era una canzone scritta per i bambini – ha spiegato – infatti piace molto agli alunni delle scuole elementari di tutto il mondo per quel che so”.

A qualcuno questa canzone almeno apparentemente allegra continua a piacere, compreso il sottoscritto, ma una cosa è certa: in effetti, Shiny Happy People non è neanche lontanamente paragonabile a capolavori dei R.E.M. come Losing My Religion o Everybody Hurts.

Il brano è abbellito dalla partecipazione di Kate Pierson dei B-52’s“Shiny happy people holding hands”, canta il ritornello. Tutti son felici, tutti sorridono, saltano e ballano in quel video così colorato e pieno di serotonina.

Secondo i più, Shiny Happy People dei REM è l’allegoria del governo cinese e il titolo è ispirato a un poster di propaganda in cui un gruppo di persone “raggianti e felici”, appunto, si tiene per mano con il sorriso. Siamo nel 1991, e due anni prima in piazza Tienanmen è stata riscritta la storia dell’oppressione.

Secondo altri la canzone, come mostra il video, mostra l’arroganza dei potenti contro la classe operaia: l’anziano che anima lo sfondo è la fatica degli umili, la band e i ballerini sono l’élite che gode dei privilegi alle spalle dei lavoratori. Interpretazioni interessanti, ma che restano tali. Forse.