#TellMeRock, 9 giugno 1985: Cosa succede in città, la rinascita romantica e autobiografica di un nuovo Vasco

EDITORIALE – Cosa succede in città, settimo album di Vasco Rossi, viene pubblicato il 9 giugno del 1985 dopo lo scoppiettante Bollicine, dopo il live album Va Bene, Va Bene Così che cristallizza il format del concertone Vasco style, dopo i 22 giorni in carcere per essere stato beccato in possesso di stupefacenti.

Qualcosa doveva cambiare insomma, per non restare impantanato nel personaggio che aveva toccato il massimo della curva del rock’n’roll. Decide quindi di darsi una regolata e una ripulita, rientra in studio e registra un album di rassicurante pop rock. Un album che piaccia alle classifiche e ai benpensanti.

Primo vero compromesso che egli fa con il mercato discografico e con la società tutta. Ne escono 9 brani nel solito equilibrio perfetto fra irriverenza e romanticismo, ma con la cifra aggiunta di una maggiore auto – riflessione. Il ragazzotto è cresciuto e, seppure sa bene che non smetterà mai pose e sentimenti (veri!) da rocker ribelle, cerca di assestarsi su terreni meno impervi. Riprende quel mood cantautorale delle origini che ce lo svela di nuovo fragile, seppure strafottente.

“Strafottenza” che arriva già nell’ironica e iconica  Cosa c’è, che era anche il titolo provvisorio dell’album. Nel testo, frutto di un dialogo schietto e sincero con il benzinaio sotto casa, si può trovare un velato riferimento all’esperienza appena vissuta in carcere (in versi come «Certo sei un bel fenomeno anche tu a farti prendere così…»). Arriva dunque subito dritto il Vasco sincero e autobiografico, quello vero che lo contraddistingue rispetto a molti altri cantautori e rocker italiani.

La balladona dell’album è Toffee. Malinconica ode ad una donna che è andata via, quella che sarebbe stata la moglie perfetta. Un languido sax permea l’intero brano e quel dolce lamento ripetuto in loop “Oh Toffee, Toffee, Toffee”. Un uomo che non sa arrendersi alla fine di una storia e ripercorre ricordi ancora troppo reali. “Passami l’asciugamano, quello bianco lì, sul divano. Toffee, dai che c’ho freddo Toffee”. Curiosità: La chitarra in Toffee è suonata da Dodi Battaglia, chitarrista dei Pooh.

E’ il pezzo più dilaniante di un album che conta altri 2 bei lenti: Una Nuova Canzone Per Lei e Dormi, Dormi. Il primo è una cover di With A Shake of Her Head dei Blizzard, su cui Vasco scrive un testo romanticone piacevole, ma senza purtroppo avere la magia del suo più illustre predecessore Una Canzone Per Te. Tastierone eighties, immancabile sax, batteria incisiva. Caratteristiche dell’intero disco. Arrangiamenti ruffiani, radiofonici e scala classifiche.

Dormi, Dormi è dolce ma non melensa. Frutto di quella sensibilità che svela la parte più fragile del rocker. Una canzone disvelamento, funzionale a farcelo amare a dispetto di eccessi vari.

T’immagini è la classica hit caciarona e piaciona. La perfetta canzone scanzonata del periodo. Il sound così 80s, il testo così easy e pret-a-porter. Accattivante, da urlare ad un suo concerto o sotto la doccia. Del resto il piglio easy è una costante del disco. Il brano inizialmente doveva essere presentato al Festival di Sanremo 1984 e, successivamente, sarebbe dovuta rientrare, come secondo inedito, nel precedente album live Va bene, va bene così.

La title track ne è un altro perfetto esempio. Cosa Succede In Città ti si ficca in testa con i suoi assoli di sax e il suo ritornello, sintesi perfetta del nuovo corso radiofonico di Vasco. Un nuovo affresco di quella che é la sua nuova “fase 2”, su come corre la società e su quanto mode, costumi e convenzioni influiscono sulla nostra quotidianità. È l’unica canzone che vede la partecipazione di Massimo Riva come musicista. Ripescata con il contagocce nei tour successivi, è stato poi scelta da Vasco per aprire i concerti del 2018

In Ti taglio la gola, Vasco parla invece, in forma assai poco convenzionale, di due delle sue grandi passioni, le donne e la radio. Dopo 34 anni, Vasco decise di ricantarla dal vivo in occasione del tour 2019. Bolle di sapone invece dal vivo non è stata propria mai suonata ed è probabilmente la canzone di minor impatto del disco. 

In conclusione, potremmo considerare “Cosa succede in città” l’album della rinascita personale di Vasco Rossi, per quella artistica dovremmo aspettare i successivi tre capolavori “C’è chi dice no”, “Liberi liberi” e “Gli spari sopra”. A lui l’arduo compito di coniugare, amalgamare e miscelare il rock con la canzone d’autore.