#TellMeRock, 9 Maggio 1979: L’indole protettiva di Mother nel muro dei Pink Floyd

EDITORIALE – L’amore incondizionato di una madre, il suo istinto protettivo e le sue attenzioni che superano qualsiasi forma di bene.

Sono tanti i brani che nel rock hanno lodato la forza e l’amore delle mamme, dai Beatles fino a Ozzy Osbourne, arrivando ai miei amati Pink Floyd.

Ebbene si, forse Mother, contenuta nell’album capolavoro The Wall, pubblicato il 30 novembre del 1979, è il pezzo che più mi rimanda a questa ricorrenza, e non è certamente un caso che i Pink Floyd cominciassero a lavorare a questa traccia proprio nel maggio del suddetto anno

Come le altre canzoni dell’album, Mother narra una parte della storia di Pink, il protagonista del disco.

La canzone narra dei rapporti fra l’ancora giovane Pink (personaggio fittizio basato principalmente su Roger Waters e, in parte, su Syd Barrett) e sua madre, che è una donna iperprotettiva nei confronti del figlio e contribuirà in modo fondamentale alla costruzione del “muro”, nel tentativo di proteggerlo dalla crudeltà e dal cinismo della società.

Ciò è confermato dal verso «Of course mama’s gonna help build the wall», cioè “Naturalmente mamma aiuterà a costruire il muro”. La madre che compare in questa canzone è molto diversa dalla visione tradizionale: il suo amore eccessivo e ossessivo ha conseguenze nefaste sulla psicologia di Pink (“Mother’s gonna make all of your nightmares come true”, cioè «La mamma farà avverare tutti i tuoi incubi»).

Dal testo della canzone si capisce anche che alla donna non piace l’idea che Pink stia crescendo e stia acquisendo consapevolezza su ciò che accade nel mondo che lo circonda.

La canzone è introdotta da un sospiro, dopo il quale entra immediatamente la voce di Roger Waters, accompagnata solamente da una chitarra acustica, che nel film è sostituita da una celesta, uno strumento musicale simile al clavicembalo.

Il brano passa dal tono calmo con cui si è aperta ad un tono più forte non appena inizia il ritornello cantato da David Gilmour, accompagnato, insieme alla chitarra acustica, da un organo, un pianoforte e una batteria, alla fine del quale viene eseguito un breve assolo di chitarra elettrica.

Gli stessi strumenti rimangono fino al termine della canzone. La struttura della seconda parte del brano è identica a quella della prima; cambiano solamente le parole del ritornello.


Il brano si conclude con la voce di Waters che esclama: «Mother did it need to be so high?», vale a dire “Mamma doveva essere così alto?”, riferendosi al muro.