#TellMeRock, 9 marzo 1987: Gli U2 tra gospel, religione e rock. La leggenda di The Joshua Tree

EDITORIALE – In una puntata dello spettacolo comico Late Night with Conan O’Brien, nella sezione chiamata Celebrity Secrets, gli U2 raccontarono la genesi di una delle canzoni più famose di The Joshua Tree, pubblicato il 9 marzo del 1987.

Era in una drogheria, stavano cercando i cereali Boo Berry e non riuscivano a trovarli. Così, mentre gli altri erano già pronti per dirigersi alla cassa, Bono disse: “I still haven’t found what I’m looking for” (non ho ancora trovato quello che cerco).

Naturalmente era un gioco: I still haven’t found what I’m looking for nacque nel suddetto 1987 da un’altra canzone degli U2 che non convinceva completamente nè la band e neppure il prodttore Daniel Lanois, dal titolo Under The Weather.

Poi un giorno, The Edge se ne uscì con il nuovo titolo e a Bono venne voglia di esprimere i dubbi di un uomo che cerca di approfondire la sua spiritualità e la sua sete di ricerca, perchè non ha ancora trovato ciò che cerca.

Gli U2 cambiarono anche melodia per meglio rappresentare il significato del brano. Divenne uno spettacolare pop gospel.

Bono e compagni ascoltavano molta musica religiosa, durante le registrazioni dell’album, tipo The Mighty Clouds of Joy, Staple Singers, Blind Willie Johnson, Swan Silvertones. Quando lo stesso Bono disse che avrebbe voluto scrivere un testo su quella scia, Brian Eno, anche lui profondo conoscitore di gospel, mise a disposizione i suoi dischi.

Alla rivista Q, nel numero di dicembre del 1988, The Edge ha raccontato che i primi commenti del pubblico americano non furono affatto positivi. Secondo alcuni, era una brutta copia di un gospel e che era molto meglio I Want To Know what Love Is dei Foreigner.

Dopo The Unforgettable Fire, gli U2 decidono di volgere la loro attenzione e vocazione verso le radici della musica statunitense e cominciano ad esplorare il blues, il country e il gospel.

 Inoltre il Bono e compagni iniziano a frequentare i gruppi irlandesi The Waterboys e Hothouse Flowers e intuiscono una sorta di musica irlandese indigena mescolata con il folk statunitense.

 L’amicizia con Bob Dylan, Van Morrison e Keith Richards spinge la band a guardare alle radici del rock e Bono dà prova del suo talento di autore di testi e canzoni (almeno quando non è o non sarà impegnato, soprattutto negli anni a divenire, a salvare il pianeta).

 Gli U2 vogliono cominciare a costruire partendo dalle atmosfere di The Unforgettable Fire ma cercano anche un suono più duro all’interno della stretta disciplina della struttura della canzone tradizionale, piuttosto che la sperimentazione spesso sfuocata dell’album precedente.

Si arriva così al 9 marzo del 1987, con l’uscita di The Joshua Tree, album nel quale si contrappongono l’antipatia verso gli Stati Uniti, compresa la rabbia per la politica estera degli USA dell’amministrazione Reagan in America Centrale, ed il fascino profondo della campagna americana, gli spazi immensi, la libertà e ciò che rappresenta.

La band vuole un tipo di musica con un senso di “location”, una qualità “cinematica”.

Where The Streets Have No Name è uno dei brani più ammalianti del disco. Brano dalla difficile e lunga gestazione, era nato nella casa di Monkstown di The Edge, ma per qualche ragione la bellezza della musica creata da tastiera e chitarra dallo stesso chitarrista degli U2, suonava come contaminata quando la incideva su nastro.

Le vicissitudini furono tali e tante che a un certo punto Brian Eno decise di eliminarla dal disco, provocando le rimostranze del suo assistente, innamorato della canzone, che alla fine fu prodotta e lavorata da Steve Lillywhite.

Si è a lungo discusso sul luogo dove si trovassero “le strade senza nome”. Qualcuno pensò al deserto, per via del Joshua Tree che si trova nel deserto del Mohave, in California. Altri ricordarono che nel 1985, subito dopo il Live Aid, Bono era stato con sua moglie in Etiopia, dove le strade non hanno nome, ma numeri.

In realtà Where The Streets Have No Name parla dell’Irlanda del Nord, e in particolare di Belfast, dove è possibile identificare la religione, la provenienza e lo stato di benessere a seconda della via dove abiti e a volte addirittura del numero civico: più sali verso la collina, migliore è la tua condizione.

Il video della canzone è stato girato nel marzo del 1987 sul tetto del Republic Liquor Store nella East 7th Street a Los Angeles e ha vinto un Grammy Award come miglior video… oltre ad aver paralizzato il traffico cittadino.

The Joshua Tree è stato registrato, in parte, negli studi Sun a Memphis (dove sono stati registrati i primi fondamentali album di rock and roll, negli anni ’50, dai primi singoli di Elvis Presley fino a quelli di Jerry Lee Lewis), ed è considerato un’opera fondamentale nel panorama rock mondiale, nonchè una pietra miliare per ogni fan degli U2 per i brani che racchiude, tra cui anche la romantica e nostalgica ballad With Or Without You

Nel 1985 un promoter di Denver, nel Colorado, alla fine del concerto degli U2 che aveva organizzato, si avvicinò a Bono e gli disse: “Potreste diventare il più grande gruppo del mondo e forse lo siete già per molta gente, ma ricordati: non hai ancora scritto la tua Hey Jude.

Senza forse volerlo, senza forse immaginarlo, senza forse nemmeno rendersene conto, Bono scrisse la sua Hey Jude pochi mesi dopo, strategicamente sistemata al termine di un trittico memorabile, il più alto mai raggiunto dagli U2, che nell’album Joshua Tree metteva appunto in sequenza Where The Streets Have No Name, I still haven’t found what I’m looking for e With Or Without You. Bono la scrisse dopo aver ripetutamente ascoltato l’album Climate of Hunter, di Scott Walker.

L’idea non era solo di fotografare una storia classica, quella di un uomo che per mille ragioni non può vivere senza una donna, ma nemmeno con lei. L’idea era di raccontare la tensione spirituale e il viaggio dentro se stesso.

E’un brano a molte valenze, perchè il destinatario può cambiare a seconda delle sfumature: può essere infatti rivolto a una donna, a Dio o a Bono stesso.

Spettacolari le versioni dal vivo, sempre diverse. Questo è infatti uno dei pochi brani degli U2 che è stato suonato con diversi arrangiamenti e persino con diverse chitarre, quasi che The Edge si diverta a cambiare a ogni tour.

Tra le tante letture live, da ricordare quella di Temple, Arizona (4 aprile 1987),quando gli U2 inserirono all’interno di With Or Without You alcune parti di Love Will Tear Us Apart dei Joy Division. E poi quelle del tour di Rattle and Hum, quando Bono aggiungeva una parte finale al testo che diceva: “Brilleremo come stelle in una notte d’estate, brilleremo come stelle in una notte d’inverno. Un cuore, una speranza, un amore”.

Il titolo dell’album fa riferimento alla Yucca brevifolia, detta appunto albero di Joshua (traduzione inglese di Giosuè), pianta originaria del sud ovest degli Stati Uniti (California, Arizona, Utah e Nevada)