EDITORIALE – Ci sarebbe quella storia inerente all’intro di basso nella scena di apertura di Un Sacco Bello, quando Enzo (Carlo Verdone), si veste in modo irriverente e “ballerino” davanti allo specchio. Carlo Verdone, regista del film, chiese alla produzione se fosse possibile mettere in sottofondo un pezzo dei Cream sopra il quale il suo personaggio si sarebbe dovuto poi vestirsi. La produzione chiama, ma la band inglese dice di no, ed è qui che entra la maestria di un certo genio di nome Ennio Morricone, il quale promette all’attore romano che il suo giro di basso sarà migliore e addirittura memorabile… e così fu.
Oggi ci lascia un gigante della Musica e della Cultura in generale, un uomo che al solo sguardo trasmetteva carisma, duttilità e genio. Un visionario che con le sue composizioni non ha scritto solo la colonna sonora di innumerevoli opere cinematografiche, ma anche parte di una nostra personale colonna sonora che accompagniamo in un ricordo o in un ambiente a noi caro.
Basta leggere il nome Ennio Morricone e subito la musica prende forma nella testa di chiunque. Ciascuno ha la sua colonna sonora preferita. A colonna sonora, lui avrebbe preferito le definizione di musica da film, ma la sostanza non cambia. Si tratta di melodie indimenticabili. Impossibile scindere il suo nome da quello di Sergio Leone (del quale fu anche compagno di classe alle elementari), è insieme che hanno infatti compiuto i primi passi verso l’immortalità con la collaborazione nella Trilogia del Dollaro (Per un pugno di dollari; Per qualche dollaro in più; Il buono il brutto e il cattivo) e in quella del Tempo (C’era una volta il West, Giù la testa, C’era una volta in America). Impossibile pensare le immagini di Leone senza le note di Morricone e ascoltare quelle arie senza rivedere davanti agli occhi i volti dei personaggi di Leone.
Morricone ha ovviamente scritto la musica per tanti altri indimenticabili pezzi della storia del cinema mondiale firmato da Elio Petri (Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto), Giulio Montaldo (Sacco e Vanzetti), John Carpenter (La cosa), Roland Joffé (Mission), Brian De Palma (Gli intoccabili), Barry Levinson (Bugsy), Mike Nichols (Wolf), Oliver Stone (U Turn) e Quentin Tarantino. Grazie a quest’ultimo, che lo aveva già omaggiato in Kill Bill e Bastardi senza gloria, ha avuto la possibilità di vincere un Oscar (per la colonna sonora di The Hateful Eight) nel 2016, dopo che lo aveva ricevuto alla carriera nel 2007, e le cinque candidature collezionate in passato.
Ma sono davvero tanti i primi che Morricone ha ricevuto, tra essi il Leone d’Oro alla carriera. Ad esse si affiancano tre Grammy Awards, quattro Golden Globes, sei Bafta, dieci David di Donatello, undici Nastri d’argento, due European Film Awards, un Polar Music Prize. E dire che per il cinema avrebbe voluto smettere di scrivere già negli Anni Ottanta, prima di Mission.
Chi di noi non ha negli occhi e nelle orecchie la scena e la musica del finale di Nuovo Cinema Paradiso, un gioiello in cui sceneggiatura, fotografia e colonna sonora sembrano danzare all’unisono, che viene quasi spontaneo fischiettare quel motivo mentre la scena ci passa davanti agli occhi.
Il suo genio stava tutto in questo, nella capacità di trasformare le emozioni in note, i pensieri in spartiti e la realtà in musica sublime e carica di significati. La sua visione poliedrica e mai statica, ma sempre duttile e pronta a nuove sfide, hanno reso Morricone non solo un protagonista del nostro tempo, ma un Maestro di vita la cui storia e grandezza sarà tramandata di generazione in generazione.

Ennio Morricone è morto a 91 anni. A dare la notizia per primo è stato il direttore del Tg5 Clemente J Mimun con un tweet. A causare il decesso è stata la frattura di un femore, conseguenza di una caduta avvenuta nella sua casa romana.
Ha salutato l’amata moglie Maria, che lo ha accompagnato con dedizione in ogni istante della sua vita umana e professionale e gli è stato accanto fino all’estremo respiro, ha ringraziato i figli e i nipoti per l’amore e la cura che gli hanno donato». Quasi come nel finale di un film, ha avuto un pensiero anche per chi ha amato la sua musica: «Ha dedicato un commosso ricordo al suo pubblico dal cui affettuoso sostegno ha sempre tratto la forza della propria creatività».








































