#TellMeRock: Erotismo, chitarre e glam: Benvenuti nel mondo di Big Ones degli Aerosmith

EDITORIALE – Il mio primo album degli Aerosmith. 12 anni ancora non compiuti e un 1994 in cui i miei ascolti radiofonici o in cassetta, mi portavano a variare dalla Trilogia del Potere dei Litfiba fino ai miei amatissimi Pink Floyd.

Big Ones in realtà non è un vero proprio album, ma una raccolta che consiste nel meglio dell’era Geffen Records 1987 – 1994 e che contiene tre nuovi inediti del calibro di Walk on Water, Blind Man e Deuces Are Wild.

Lo stile Aerosmith si rispecchia tutto in quello del proprio leader, il carismatico ed eclettico Steven Tyler, voce potente e duttile che ha influenzato non poco tutto lo stile del rock a cavallo tra gli anni ’80 e ’90.

Aerosmith (1994)

Gli anni della raccolta racchiusa in Big Ones sono quelli di album eccezionali quali Pump (1989), Get A Trip, (1993) e Permanent Vacation ( 1987), dischi in cui compaiono capolavori del calibro di Rag Doll, Cryin’, Crazy e Janie’s Got a Gun.

Proprio quest’ultima, tratta da Pump, è una delle poche canzoni che tratta argomenti sociali liberamente tratti da storie vere. Steven Tyler la scrisse nel 1989 con Tom Hamilton dopo aver letto su Newsweek un articolo sulle vittime delle armi da fuoco. Da quello spunto reale, la sua immaginazione è planata su una ragazza di nome Janie, che si vendica di anni di violenze e di abusi da parte del padre e lo uccide.

A Tyler furono necessari nove mesi per completare il testo, il quale venne leggermente cambiato in alcune parti per evitare la censura delle radio.

Il video, diretto da David Fincher (regista di Alien 3 e di Panic Room), mostra una ragazza mentre uccide il padre, diventando uno dei video preferiti dal pubblico di Mtv, contribuendo non poco al successo della canzone.

E’ un rock multigenere quello proposto dagli Aerosmith, che varia dallo stile glam rock, (vedasi spesso abbigliamento proposto da Steven Tyler), fino al blues, all’hard rock e alle classiche ballate sentimentali. Una poliedrica composizione strumentale che non disdegna l’uso di tastiere e fiati quando occorre, portando il livello della band statunitense ad un vertice unico e raro nel proprio genere.

Tornando a Big Ones, la raccolta include anche la celebre Rag Doll, tratta da Permanent Vacation. In origine s’intitolava Rag Time, perché si ispirava al genere musicale un tempo molto popolare a New Orleans, ma John Kalodner, potente dirigente della Geffen, parlò chiaramente: “la canzone è buona, il titolo da buttare. Cerchiamo di far diventare ottime entrambe le cose”.

Così chiamarono a collaborare Holly Knight, che nel 1987 volò a Vancouver per cambiare solo il titolo, che divenne Rag Doll. Con due parole si portò a casa una fetta dei diritti, provocando la feroce incazzatura di Steven Tyler.

Il ritornello è motivato melodicamente come I’m Moving On dei Rolling Stones, anno 1965, e il modo in cui Steven Tyler e Keith Richards cantano Yes I’m moving è praticamente identico. Come buona parte, se non quasi tutte le canzoni degli Aerosmith, Rag Doll parla di sesso, con riferimenti espliciti e allusioni facilmente interpretabili, compreso un ardito riferimento alla porta del retro…

What It Takes, tratto da Pump, contiene numerosi riferimenti ad altre canzoni degli Aerosmith nei suoi testi. Tyler pronuncia F.I.N.E. nella seconda strofa e canta “heart’s been doing time” (“Il cuore si forma con il tempo”), in riferimento a Heart’s Done Time di Permanent Vacation. Un’altra lirica, “Leave your life to the toss of the dice” (“Lascia la tua vita per il lancio dei dadi”), si riferisce a una frase di Love in an Elevator, “Betting on the dice I’m tossing” (“Scommettendo sul dado che sto lanciando”). La canzone contiene altri riferimenti più piccoli. Non è raro per gli Aerosmith auto-citarsi all’interno dei loro brani (ad esempio, Eat the Rich e Just Push Play contengono entrambi riferimenti a Walk This Way).

Ma il sentimentalismo della band di Boston regala pezzi memorabili quali Cryin’ ed Angel. La prima venne scritta dal cantante Steven Tyler, dal chitarrista Joe Perry e da Taylor Rhodes. Venne pubblicata nell’estate del 1993 come quarto singolo dall’album Get a Grip.

Cryin’ racconta la storia di una relazione finita male tra un uomo e una donna, come recita il verso “I was cryin’ when I met you, now I’m tryin’ to forget you” (“Stavo piangendo quando ti ho incontrata, ora sto cercando di dimenticarti”), arrivando a definire l’amore come “un dolce tormento” – nel verso “your love is a sweet misery”. Alcuni hanno interpretato la descrizione del complicato rapporto d’amore come una metafora all’abuso di droga effettuato in passato da Steven Tyler.

La canzone inizia con un intro di chitarra in stile blues rock, che svanisce appena entra in scena la prima strofa, che porta il brano verso sonorità più da power ballad. Verso il ritornello la canzone comincia a farsi più potente, assumendo una vena musicale vicina all’hard rock. Nel brano sono molto presenti delle parti di chitarra di Brad Whitford e Joe Perry, oltre che alla batteria di Joey Kramer e al basso di Tom Hamilton. Inoltre, verso la fine del pezzo, c’è anche un significativo assolo di armonica a bocca di Steven Tyler. Questi continui cambi di stile e la sua varietà musicale fanno di Cryin’ una delle canzoni più apprezzate degli Aerosmith, soprattutto dai fans del gruppo.

Angel è una power ballad tratta da Permanent Vacation, che incorpora molte caratteristiche delle classiche ballate rock, tra cui chitarre presenti di Joe Perry e Brad Whitford, pianoforti e suoni di violino (dalla tastiera), una testo molto emotivo da parte di Steven Tyler, un ritmo forte del bassista Tom Hamilton, e ritmi costanti del batterista Joey Kramer.

Menzione speciale per Crazy, brano scritto dal cantante Steven Tyler, dal chitarrista Joe Perry e dal produttore e paroliere Desmond Child. Venne pubblicato nel 1994 come ultimo singolo del popolarissimo album Get a Grip.

Nel 1994 il famosissimo video della canzone, diretto da Marty Callner, fu uno dei più richiesti e popolari su MTV: ad esso parteciparono l’attrice Alicia Silverstone, alla sua terza apparizione in un video degli Aerosmith, e Liv Tyler, figlia del cantante della band Steven, che in tale occasione debuttò nel mondo dello spettacolo.

E’ un rock allo stato puro, che regala potenza, sentimento e anche un po’ di malizia, con gli Aerosmith si confermano da sempre una delle band più prolifiche e duttili del panorama musicale mondiale, sempre fedeli al loro stile, ma senza rinunciare alla loro innata esagerazione nei testi e nei modi.

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