#TellMeRock: Face Value e i tormenti di Phil Collins dopo i Genesis

EDITORIALE – Due grandi dolori legheranno per sempre Phil Collins a Against All Odds.

Il primo è la separazione da sua moglie, che fu la scintilla per la nascita del brano. Collins lo scrisse per l’album Face Value del 1981, subito dopo il divorzio. In origine s’intitolava How Can You Just Sit There? ed era una preghiera a tornare insieme, nonostante le avversità e nonostante tutto remasse contro.  Quando fu contattato per scrivere la colonna sonora di Due Vite In Gioco (Against All Odds nel titolo originale), Collins rimise mano alla canzone e la portò a termine con il nuovo titolo.

Il secondo dolore risale alla cerimonia degli Oscar del 1985, dove Against All Odds era nella cinquina finalista (alla fine vinse Stevie Wonder con I Just Called To Say I Love You). Phil Collins non fu ritenuto abbastanza famoso per cantarla e, unico tra i cinque, rimase seduto in platea mentre Ann Reinking cantava il suo brano. La reazione disgustata di Collins, diffusa dalle telecamere di tutto il mondo, rimane a tutt’oggi uno dei momenti più imbarazzanti nella storia degli Academy Awards.

Phil Collins si prenderà la sua rivincita nel 1999 con You’ll Be in My Heart, premio Oscar per il miglior brano di una colonna sonora, tratto dal film Tarzan, ma in ogni intervista continuerà a ricordare quella prima esclusione come la più grande umiliazione della sua vita artistica.

Face Value è il primo album di Phil Collins, già voce solista e batterista dello storico gruppo progressive rock dei Genesis dopo l’abbandono di Peter Gabriel. In questa primissima fase targata 1981, la sua produzione procede di pari passo con quella della band, e se ne distanzia per l’impegno profuso dall’artista sul fronte di un pop melodico e di atmosfera, di sicuro impatto commerciale. 

Primo singolo col botto di Phil Collins lontano dai Genesis è certamente In The Air Tonight, caso emblematico di canzone che ha generato una serie pressoché infinita di leggende metropolitane.

Collins la compose di getto, senza nemmeno scrivere le parole, vennero fuori come un fiume mentre suonava la musica con una drum machine e solo dopo, alla fine, dopo aver ascoltato la registrazione, la trascrisse su carta.  Era uno sfogo furibondo, come la suddetta Against All Odds, verso la sua prima moglie Andrea da cui aveva divorziato nel 1979. Brano pieno di rabbia e frustrazione, a un certo punto c’è un verso che dice: “se stessi annegando, non allungherei la mano”, di chiaro significato simbolico e metaforico. Ed è qui che nascono le leggende.

Confortate da altri versi che dicono “Io c’ero e ho visto quello che hai fatto/ l’ho visto con i miei occhi”, si sono moltiplicate fantasiose interpretazioni secondo le quali In The Air Tonight parla di un fatto realmente accaduto a Phil Collins quando era giovane: un uomo che aveva fatto l’amore con la propria moglie appena annegata o, in altre ricostruzioni, un uomo che aveva annegato un altro uomo.

La più folle però è questa: da ragazzo Phil Collins avrebbe assistito a un omicidio per annegamento, ma sarebbe stato troppo lontano per intervenire. Anni dopo, continua la storia, avrebbe assoldato un investigatore privato per rintracciare l’assassino e, una volta trovato, l’avrebbe invitato a un concerto e gli avrebbe fatto ascoltare per la prima volta la canzone che parlava di lui, con un riflettore puntato sul suo volto per tutta la durata del brano. Incredibile e assurdo allo stesso tempo.

Incredibile anche il senso dell’ironia di Phil Collins che, quando seppe che la sua ex moglie si era messa con un decoratore, cantò In The Air Tonight a Top Of The Pops con un barattolo di vernice e un pennello sul pianoforte.

La canzone è stata inserita nell’episodio di lancio della serie televisiva Miami Vice, diventando una delle prime canzoni pop/rock a venire utilizzata in questo modo per un programma televisivo. La scena in cui appare il brano è considerata una delle più iconiche e influenti nella storia della televisione, come leggendaria è la parte in cui Mike Tyson, nell’irriverente film Una Notte da Leoni, mima e canta l’intro del brano prima di colpire al volto un inconsapevole Alan.

Face Value ha ricevuto un ottimo riscontro di critica ed è stato lodato per le innovazioni sonore introdotte nell’utilizzo degli strumenti campionati, in particolare nella suddetta In the Air Tonight

In una recensione retrospettiva dell’album, Tim Sendra di AllMusic ha descritto Face Value come il “lavoro più onesto e interessante di Collins, oltre che “uno dei momenti migliori del panorama musicale anni ottanta”. Ha infine dato all’album un giudizio pieno di cinque stelle su cinque.

Nel 2016, Dorian Lynskey del The Guardian ha definito l’album “un debutto interessante, a metà strada tra art rock e soul popolare”. Ha poi aggiunto che “la qualità più potente di Face Value è la sua trasparenza emotiva”.

All’epoca della sua uscita, Steve Pond di Rolling Stone fece notare come il disco si staccasse nettamente dal sound dei Genesis per abbracciare elementi tipici della musica pop e R&B.

Questi definì l’intera opera “musica pop incentrata su turbolenze personali”. Fece tuttavia notare che “a volte il cuore spezzato del cantante emerge fin troppo chiaramente nel prodotto, e abbondano i passaggi musicali a vuoto”.