#TellMeRock: i 33 anni di Lies, il manifesto controverso dei Guns n’Roses

EDITORIALE – Anno 1987. Cinque ragazzi non proprio tutti casa e chiesa pubblicano Appetite for destruction, e il mondo del rock è sconvolto. Loro sono i Guns n’ Roses, un gruppo di “balordi” talentuosi che da lì a qualche mese diverranno la rock band più nota al mondo.

Prendendo le distanze dal glam metal di gruppi come RattPoison Cinderella, i cinque rispolverano il vecchio hard rock anni ’70 e con una buona dose di rudezza punk dettano legge nella scena musicale di fine anni ’80. Appetite venderà più di venti milioni di copie e diverrà un classico imprescindibile.

Quando si esordisce con un disco del genere, il rischio che il successore deluda o che si riveli una brutta copia del capolavoro è enorme. Scrivere un quacosa all’altezza in genere è la preoccupazione di ogni musicista assennato. Ma i Guns assennati non lo sono mai stai e non solo non se ne preoccupano minimamente, ma neanche ci provano!

Siamo alla fine del 1988 e la band californiana si rinchiude in studio con il produttore Mike Clink per uscirne cinque giorni dopo con G’N’R Lies, pubblicato il 30 novembre del 1988, giusto in tempo per lo shopping natalizio. I Guns non trovano niente di meglio da fare che pubblicare il loro vecchio EP Live Like a Suicide sul lato A del disco e quattro brani in acustico sul lato B. “Soli cinque giorni di lavoro e un sacco di copie vendute” dichiarerà Slash anni dopo.

Apre le danze Reckless Life, un brano rock n’ roll con le chitarre a mille all’ora che fa scatenare il pubblico udibile in sottofondo.

Segue una cover dei Rose TattooNice Boys, in cui é possibile udire un Axl in versione live in splendida forma.

Il terzo brano è Move to the City, un pezzo che verrà suonato parecchie volte nei concerti a seguire. Pilastro live dei Guns senza età.

Infine un riff di chitarra di Izzy Stradlin’ introduce un’altra cover eseguita in maniera impeccabile: Mama Kin degli Aerosmith. Le due chitarre si intersecano meravigliosamente e Duff McKagan al basso fa il suo dovere come sempre.

Sarà materiale già pubblicato e datato, ma ci fa percepire la qualità dei Guns dal vivo. Proviamo a girare il disco sul lato B, e parte un accordo di chitarra acustica in Do maggiore che apre la favolosa ballad Patience, destinata a diventare un classico del gruppo. È l’unico singolo estratto da G’n’R Lies, che arriva al n.4 in classifica in America. Un cambio di stile e di suono per la band che ha rappresentato al massimo l’estetica dell’hard rock californiano anni ’80, una scena che come ha detto Slash: «Voleva strappare la musica e le classifiche dalle mani del pop».

Il testo è probabilmente dedicato alla difficile relazione tra il cantante Axl Rose e la sua ex moglie Erin Everly, anche se ciò non fu mai affermato nelle interviste. Duff McKagan suggerisce che la canzone sia invece incentrata sugli amori falliti in generale

Si dice che Patience con il suono acustico e minimale delle tre chitarre intrecciate di SlashIzzy Stradlin e Duff McKagan, il fischio di Axl Rose e il videoclip (girato da Nigel Dick il giorno di San Valentino a New York) abbia rappresentato una piccola rivoluzione per le band della scena hard rock anni ’80, un cambio di formato rispetto a quello classico delle “power ballad” usato da tutti fino a quel momento. La “band più pericolosa del mondo” come veniva definita dalla stampa, mostra un lato inedito di sé, dimostra le qualità di autore di Axl Rose e scrive un classico (la versione registrata da Chris Cornell va al numero uno in classifica in America nel 2020). Una session che il produttore Mike Clink ha descritto come: «Uno di quei momenti magici nella storia del rock’n’roll». 

Segue poi I Used to Love Her, brano in cui Axl dichiara di aver ucciso la sua donna e averla messa sei piedi sotto terra perchè si lagnava sempre. Slash, impeccabile come sempre, dimostra di non essere solo un chitarrista spara riff, ma anche un ottimo suonatore di chitarra acustica.

 Segue una versione acustica di You’re Crazy, brano preso da Appetite, eseguita però in modo non memorabile.

Avrebbero potuto rispolverare qualche brano scritto in età adolescenziale come hanno fatto finora per chiudere quest’album e consegnerlo a collezionisti estimatori del gruppo. Ma Axl prende la discutibile decisione di pubblicare One in a Million come ottava e ultima canzone di GN’R Lies e si scatena il putiferio. “Poliziotti e negri, state alla larga. Non voglio catenine d’oro oggi”. “Immigrati e finocchi non hanno alcun senso per me, arrivano nel nostro paese per tirar su bordelli e spargere malattie di merda”. Questi sono alcuni versi di One in a Million, pezzo musicalmente impeccabile, ma con un testo da dimenticare. La canzone infangherà il gruppo con accuse di razzismo e omofobia da cui i Guns non riusciranno più a liberarsi e la band, che poteva contare su tanti fans ma anche tantissimi detrattori, questo avrebbe dovuto prevederlo.

A conti fatti, le otto canzoni scorrono piacevolmente, per essere unvecchio EP contenente due cover sul lato A e quattro brani in acustico sul B tra cui una You’re Crazy gia pubblicata nel  precedente album. Sembrano un pò poco per poterlo definire il successore di Appetite for Destruction, ma il primo album è talmente grandioso che qualsiasi successore avrebbe sfigurato. Ma c’è l’abilità dei Guns con le cover, con la loro voglia di fare rock ed esagerare, per poi tornare immortali grazie a Use Your Illusion

Per i collezionisti sicuramente una chicca, per gli amanti del genere può essere considerato un album fondamentale per i motivi sopra elencati.