#TellMeRock: i Fleetwood Mac, Rumours e il loro rock ‘da separazione’

EDITORIALE – Quaranta milioni di fan dei Fleetwood Mac non possono avere torto. Tante risultano a oggi, malcontate, le copie vendute di uno degli album di maggiore successo di sempre, tra l’altro portatore sano di ben quattro 45 giri campioni di incassi.

A chi potrebbe far notare che i cimiteri della musica sono pieni di album milionari e pessimi, vien facile ribattere che si, è così, ma non è certo il caso di quello che fu l’undicesimo lavoro in studio di un gruppo di cui, a quel punto, dei fondatori restavano in squadra giusto i componenti meno influenti: la sezione ritmica.

La forza di Rumors è duplice, quella di un pop rock raffinatissimo, quella dei bordelli sentimentali (i triangoli no, non li avevano considerati) che coinvolgevano eroi ed eroine di questa storia durante la lunga lavorazione.

E’ un album dalle intemperie emotive immortali, un concentrato di rock, blues e testi naif verso cui non si può restare indifferenti, per uno dei gruppi che meglio ha saputo sintetizzare e rimodernare il genere rock nel suo assieme.

Don’t Stop è una delle undici tracce che ha contribuito a fare di Rumours dei Fleetwood Mac uno dei dischi più celebrati della storia e uno degli album più venduti di tutti i tempi. Anche una delle più amate dalla band, tanto che in origine l’album si doveva intitolare Yesterday’s Gone, preso proprio da un verso di Don’t Stop.

Fu scritta nel 1977 da Christine McVie come riflesso alla separazione da John McVie, bassista dei Fleetwood. Era un invito a lasciarsi il passato alle spalle e a guardare sempre avanti, perché il domani è dietro l’angolo e sarà migliore dei giorni andati.

Per una bizzarra e forse unica coincidenza, anche gli altri membri del gruppo erano alle prese con la fine di una storia d’amore: Mike Fleetwood stava divorziando e pure Stevie Nicks e Lindsay Buckingam si erano lasciati e si indirizzavano canzoni come Go Your Own Way e Dreams.

Bill Clinton si appropriò della canzone, facendone l’inno della sua campagna presidenziale nel 1992.Una volta diventato Presidente, convinse i Fleetwood Mac, nel frattempo disciolti,  a rimettersi insieme per cantare Don’t Stop alla cerimonia inaugurale del 1993.

Clinton, inoltre, concluse il suo discorso alla convention democratica del 2000 proprio con parole prese dal suddetto brano.

Scritta da Lindsey Buckingham, Go Your Own Way si presenta come una classica canzone rock con movimentati giri armonici di chitarra e ritmi di batteria. Il testo riflette il complicato rapporto che Buckingham e la sua collega dei Fleetwood Mac Stevie Nicks stavano avendo in quel momento.

Go Your Own Way è considerata forse come la canzone più nota della band e anche la più apprezzata a livello commerciale: toccò infatti il decimo posto della Billboard Hot 100, diventando la hit della top ten del gruppo e il primo nei Paesi Bassi. Lo stesso non si poté dire in Inghilterra, dove nei primi tempi non fu un successo, almeno a livello di vendite, piazzandosi solamente al numero trentotto, ma divenne ugualmente nota grazie anche a numerose pubblicità radiofoniche, che l’hanno gradualmente rilanciata fino a fargli vendere nel corso di circa un anno 200.000 copie.

Rumours esce il 4 febbraio 1977 negli Stati Uniti e una settimana più tardi nel Regno Unito.  La copertina è una foto con Mick Fleetwood e Stevie Nicks, quest’ultima indossa il suo vestito di scena da Rhiannon (la strega gallese dell’omonima canzone sul precedente album), sul retro di copertina c’è un montaggio di ritratti della band; tutte le fotografie sono scattate da Herbert Worthington. Il 28 febbraio 1977 i Fleetwood Mac iniziano un lungo tour promozionale di sette mesi negli Stati Uniti.

Secondo Nicks, dopo aver eseguito per lo più canzoni da Rumours durante i concerti, la band incontra scarso riscontro da parte dei fan che non sono abituati al nuovo materiale.

Segue una breve tournée europea in Regno Unito, Paesi Bassi, Francia e Germania nel mese di aprile.