#TellMeRock, i Lynyrd Skynyrd e Second Helping: il vento forte del rock che soffia da sud e quel maledetto 20 ottobre del 1977…

EDITORIALE – Per molti i Lynyrd Skynyrd sono stati semplicemente la versione più rock, sporca e cattiva degli Allman Brothers. La verità è che il gruppo guidato da Ronnie Van Zandt, oltre a saper fare a pugni (metaforicamente e non solo), sapeva anche tirar di fioretto , con una scrittura rock sopraffina che non si limitava al casino sguaiato o alle pose virili e fieramente nazionaliste che caratterizzarono il southern rock.

Difetti da cui non furono immuni neppure loro, ma che almeno nei primi due album sono dissimulati da un songwriting di ottimo livello e da un’energia davvero rara in quei tempi di musica addomesticata.

Second Helping, come lascia intuire il titolo, capitalizza sul successo dell’esordio di Pronounced ‘Leh-‘nérd ‘Skin-‘nérd e del suo cavallo di battaglia Free Bird, ma le canzoni, prodotte dal mentore Al Kooper, sono più concise ed efficaci di quelle del debutto.

Su tutte la storia d’amicizia tra un ragazzo e un vecchio bluesman di The Ballad Of Curtis Loew, il rock n’roll senza freni di Workin’For MCA, il groove di Don’t Ask  Me No Questions e ovviamente l’inno del rock sudista Sweet Home Alabama.

Il leggendario brano fu scritto in risposta ad Alabama di Neil Young (ma in qualche modo anche a Southern Man), un brano dove il musicista canadese si scagliava contro il razzismo dello Stato del Sud. Tuttavia, nonostante Young sia stato citato in tutti i versi della seconda strofa, la querelle tra loro era puramente amichevole: si stimavano e rispettavano molto.

Se vi servono prove, sappiate che Neil Young eseguì più volte dal vivo Sweet Home Alabama, una volta anche al memorial dei tre membri dei Lynard Skynyrd morti in un incidente aereo nel 1977, e che Ronnie Van Zandt, prima di cantare il brano, indossava spesso una maglietta con la faccia di Neil. 

Oggi infatti, vale a dire 44 anni fa, abbiamo perso diversi membri della famiglia Lynyrd Skynyrd! Il 20 ottobre 1977, un aereo passeggeri Convair CV-240 ha finito il carburante e si è schiantato in una zona boschiva vicino a Gillsburg, Mississippi. Charter dalla rock band Lynyrd Skynyrd della L & J Company di Addison, Texas, si trovava verso la fine del suo volo da Greenville, South Carolina, a Baton Rouge, Louisiana.

Il cantante / membro fondatore Ronnie Van Zant, il chitarrista e cantante Steve Gaines, il cantante Cassie Gaines (sorella maggiore di Steve), l’assistente manager Dean Kilpatrick, il pilota Walter McCreary e il copilota William Gray,sono morti tutti a causa dell’incidente, mentre 20 altri sono sopravvissuti.

Questo leggendario brano fu scritto in risposta ad Alabama di Neil Young (ma in qualche modo anche a Southern Man), un pezzo dove il musicista canadese si scagliava contro il razzismo dello Stato del Sud. Tuttavia, nonostante Young sia stato citato in tutti i versi della seconda strofa, la querelle tra loro era puramente amichevole: si stimavano e rispettavano molto.

Se vi servono prove, sappiate che Neil Young eseguì più volte dal vivo Sweet Home Alabama, una volta anche al memorial dei tre membri dei Lynard Skynyrd morti in un incidente aereo nel 1977, e che Ronnie Van Zandt, prima di cantare il brano, indossava spesso una maglietta con la faccia di Neil. 

Il 20 ottobre di 44 anni fa, abbiamo perso diversi membri della famiglia Lynyrd Skynyrd!  Nel 1977, un aereo passeggeri Convair CV-240 finí il carburante e si è schiantó in una zona boschiva vicino a Gillsburg, Mississippi.

Il cantante / membro fondatore Ronnie Van Zant, il chitarrista e cantante Steve Gaines, il cantante Cassie Gaines (sorella maggiore di Steve), l’assistente manager Dean Kilpatrick, il pilota Walter McCreary e il copilota William Gray, sono morti tutti a causa dell’incidente, mentre 20 altri sono sopravvissuti.

Prima della suddetta tragedia, i Lynyrd hanno dato un'”impronta importante al rock mondiale, grazie al loro inno per eccellenza.

Il senso gioioso e giocoso della registrazione di Sweet Home Alabama, pubblicata il 24 giugno del 1974, è ben visibile in diversi passaggi: ad esempio, dopo il verso “Ho sentito Mr.Young cantare di lei”, si sente da lontano qualcuno che canticchia Southern Man: è il produttore Al Kooper che imita persino l’accento di Neil Young. Oppure quando all’inizio si sente Ronnie Van Zandt dire Turn It Up… bè, non faceva parte della canzone, era un invito all’ingegnere del suono di alzargli il volume delle cuffie. Siccome era divertente, lo lasciarono anche nel mix finale.

Il verso nell’ultima strofa, Montgomery’s got the answer, è proprio in relazione alle domande contenute in Alabama di Neil YoungWhat are you doing Alabama? E What’s going wrong? In una strofa c’è anche un esplicito omaggio ai leggendari Muscle Shoals Studios.

Infinite le cover, su tutte quella che proprio una cover non è. Si tratta di All Summer Long di Kid Rock, con il ritornello che riprende la melodia e cita esplicitamente il titolo: singing sweet home Alabama all Summer long.

E poi chi non ricorda la celebre scena di RadioFreccia, primo film di Luciano Ligabue in cui Ivan Benassi richiede alla radio proprio Sweet Home Alabama, con il Tito che declama la celebre “che gustacci Benassi”?

Per molti i Lynyrd Skynyrd sono stati semplicemente la versione più rock, sporca e cattiva degli Allman Brothers. La verità è che il gruppo guidato da Ronnie Van Zandt, oltre a saper fare a pugni (metaforicamente e non solo), sapeva anche tirar di fioretto , con una scrittura rock sopraffina che non si limitava al casino sguaiato o alle pose virili e fieramente nazionaliste che caratterizzarono il southern rock

L’album venne pubblicato in un momento cruciale della storia dei Lynyrd Skynyrd; nel 1974, infatti, il gruppo, dopo l’ottimo riscontro arriso all’album di debutto (Pronounced ‘Leh-‘nérd ‘Skin-‘nérd), era in cerca della definitiva consacrazione artistica e commerciale.

L’opera varia su vari temi sociali come suddetto, ed include anche altri celebri brani del repertorio del gruppo quali I Need You, Don’t Ask Me No Questions, Workin’ for MCA, ironico omaggio alla propria casa discografica e alle promesse del mondo dello show business, The Ballad of Curtis Loew, blues in favore dell’integrazione razziale tra bianchi e neri, The Needle and the Spoon, contro l’abuso di sostanze stupefacenti, ed in conclusione Call Me the Breeze, cover di J.J. Cale. Fondamentale nelle dinamiche interne della band, fu l’entrata ufficiale del chitarrista Ed King in formazione.