#TellMeRock, i trentuno anni di Everybody Hurts: il rock come resistenza al suicidio

EDITORIALE – Una delle caratteristiche di Michael Stipe, leader dei Rem tornato in video due anni fa grazie al brano No Time For Love Like Now in cui “invita ad amare mai come ora”, è quella di scrivere testi obliqui e difficilmente interpretabili, oltre che cantare in modo a volte indecifrabile.

Ci sono poche eccezioni e una di queste è Everybody Hurts, colonna melodica portante di Automatic For The People, pubblicata come singolo il 15 aprile del 1993.

E’ una canzone scritta in gran parte da Bill Berry, che avrebbe lasciato i R.E.M. cinque anni dopo, nel 1997. Questa volta Stipe canta in modo lineare e perfettamente comprensibile, per una ragione molto semplice: il messaggio doveva arrivare chiaro e diretto perché è un invito a resistere al suicidio.

Non è un caso che sia esplicitamente citato un verso di Rock n’Roll Suicide di David Bowie (quello dove si dice oh  no, you are not alone…) e che la canzone sia stata adottata dal Nevada, lo Stato americano con la più alta percentuale di suicidi giovanili.

L’arrangiamento d’archi di Everybody Hurts è opera di John Paul Jones, bassista dei Led Zeppelin e il video è stato girato da Jake Scott, figlio di Ridley (regista di Blade Runner e de Il Gladiatore solo per citarne alcuni), ed è stato filmato sulla Interstate 10 a San Antonio, nel Texas.

Tra le tante cover, splendide quelle di Patti Smith e dei Corrs.