#TellMeRock, la nascita del Glam Rock e i cinquant’anni della rivoluzione ‘sensuale’ dei Roxy Music

EDITORIALE – Prendete la metropolitana di Londra di inizio anni 70’, e un incontro casuale tra persone apparentemente normali del calibro di Brian Eno, Brian Ferry, Phil Manzera, Andy MacKay e Paul Thompson.

Un appuntamento fortemente voluto, cercato e soprattutto destinato a cambiare per sempre la storia del rock, e favorire la nascita di un nuovo genere innovativo e visionario chiamato ancora oggi glam rock.

Cinquant’anni fa, più precisamente il 19 giugno 1972, i Roxy Music pubblicano il loro primo omonimo album e quel dream team sopra citato porterà il rock a un livello estetico e visionario mai vissuto prima, volando su cime sensuali ed emotive mai esplorate prima.

E’ una rivoluzione ha coordinate precise: Londra, cinquanta primavere fa, e i Roxy Music che, dopo il successo anche di pubblico di “Virginia Plain”, pubblicano il primo lavoro.

Un’opera smisuratamente retrò, eppure già pregna del futurismo ironico della band. I Roxy possiedono la capacità unica di stendere un ponte fra le stravaganze decadenti del glam, le architetture immaginifiche del progressive, la rivoluzione del punk e tutto ciò che ne seguirà.  I Roxy Music, band composta da assoluti geni, riescono nell’impresa di richiamare e rielaborare (Re-make/Re-model) gli archetipi del passato (dal rock’n’roll al jazz, fino al cabaret di inizio secolo, passando per la teatralità di un Jacques Brel) per dare forma a qualcosa di assolutamente originale e già proiettato nel futuro.

La critica dell’epoca definiva questi stravaganti paesaggi sonori come “pop-art”, e forse mai definizione fu più azzeccata: la voce di Ferry offre melodie chiare e ben disegnate, a sostegno delle quali Eno e gli strumentisti del calibro di Manzanera, Mackay e Thompson, creano di volta in volta un universo sonoro differente, attingendo alle fonti più disparate.

Entrando nel merito dei singoli pezzi, è doveroso citare “Re-make/Re-model”, piccolo capolavoro dell’arte della (s)composizione ove un aggressivo tema vocale, giocato su variazioni ritmiche, si colloca sopra un forsennato ritmo rock che riprende lo schema jazz delle 4 battute + 4, con corredo di stralunati sibili elettronici, cinguettii e stranezze assortite.

“If there is something” è l’emblema stesso dell’eclettismo della band: prende vita come pop song classica ed elegante, per poi immergersi in atmosfere di solennità che portano ai King Crimsom, ove duettano il baritono del leader e il canto mesto dell’oboe di MacKay. L’apporto decisivo di Eno, che pure un anno più tardi abbandonerà la band perché soverchiato dal carisma di Ferry (a suo dire), emerge in un pezzo come 2H.B., ove il loop del sintetizzatore gioca un ruolo fondamentale nel trasformare in liquida divagazione un’altra pop song apparentemente innocua e tradizionale.

Detto della dimensione rivoluzionaria di “Virginia Plain”, la seconda facciata vira decisamente verso paesaggi sonori più vicini al coevo progressive, seppur riletti in  chiave estremamente personale. “The Bob” è un’audace fantasia sonora che rievoca le bombe su Londra durante il secondo conflitto mondiale. “Sea Breezes” alterna canto solenne, sezione centrale caratterizzata da intricate ritmiche sincopate, sax elegante e conclusiva ripresa del tema iniziale. Anche qui non mancano, in ogni caso, episodi più divertenti e fedeli allo spirito giocoso della band: “Would you believe?” è uno sfrenato boogie che miscela una strofa elegante con un ritornello dalle ritmiche incandescenti. Il sax è r’n’b in versione assurdista. “Bitters End”, composizione che svela l’anima teatrale e lo sfrenato romanticismo di Ferry, è il gustoso, elegante scherzo conclusivo.

Ma per la storia della musica sarà solo l’inizio: seguiranno almeno due lavori degni di essere accostati al debutto ed una serie di album che solo qualche folle potrebbe definire minori, e che saranno invece in grado di aprire definitivamente la strada a molta new-wave, all’epopea new-romantic ed al sogno dorato degli anni ’80. Sempre con un gusto, un’eleganza ed una capacità di regalare semplicemente grandi canzoni proibitivi per la concorrenza.