#TellMeRock,10 Maggio 1984: gli Usa del Boss Springsteen e il fascino di Dancing In The Dark

EDITORIALE – Nessun artista ha raccontato il sogno americano come Bruce Springsteen, mostrandone tutte le illusioni e ambiguità.

Il Boss è noto per canzoni impegnate, ma anche per brani profondi e disillusi. I suoi testi e la sua grande presenza scenica hanno reso anche più potenti le sue canzoni. Uno degli album che lo ha consacrato come mostro sacro del rock è Born in the USA, settimo disco del cantante, nel quale a fare da canzone d’apertura c’è la stupenda Dancing in the dark, registrata il 10 maggio del 1984.

«Ci sono album che vivono di vita propria e tu non puoi farci niente» ha detto Bruce a proposito di Born in the Usa che vendette 30 milioni di copie nel mondo e lo trasformò nella più grande rockstar degli anni ’80, «Ecco perché decisi di arrendermi al disco che mi cambiò la vita, allargò a dismisura il mio pubblico e mi costrinse a riflettere meglio su come presentare il mio lavoro». 

Dancing in the Dark è il primo singolo di Springsteen da Open All Night, un pezzo da Nebraska pubblicato il 22 novembre 1982. Un brano minimale, l’unico in cui suona la chitarra elettrica, registrato come gran parte di Nebraska da Springsteen da solo con un registratore a 4 piste nella sua casa di Colts Neck, in New Jersey durante un periodo di isolamento e introspezione.

Il contrasto con Dancing in the Dark non potrebbe essere più forte: due anni dopo la desolazione di Nebraska, Bruce irrompe nella musica del 1984 con un ritmo incalzante che aggiorna il rock’n’roll al suono del decennio, un tempo di 149 bpm al minuto e un intro di organo dirompente suonato da Danny Federici. Diventa la più grande hit della sua carriera, numero due in America il 30 giugno del 1984, primo di una serie da record di sette singoli estratti da Born in the Usa che finiscono tutti nella Top 10, canzone dell’anno secondo la rivista Rolling Stone (che la inserisce anche nell’elenco delle 500 Canzoni che hanno creato il Rock and Roll) e fa vincere a Bruce il suo primo Grammy Award nel 1985.

Il successo si deve anche al videoclip girato da Brian De Palma durante un concerto della E Street Band al Saint Paul Civic Center di Saint Paul, Minnesota il 28 e 29 giugno 1984 in cui sulla coda strumentale, Bruce allunga una mano verso il pubblico e fa salire sul palco a ballare con lui una ragazza, interpretata dall’attrice Courtney Cox, che diventerà famosa con la serie Friends (Bruce ha raccontato che nonostante De Palma gli avesse detto di scegliere Courtney, lui non aveva idea che fosse un’attrice arrivata apposta da New York). Una scena perfettamente costruita che lo fa entrare nell’immaginario rock degli anni ‘80 e porta Springsteen sugli schermi di MTV (vince anche un MTV Award come Best Stage Performance).

Ma l’origine di questo incredibile successo è un processo complesso, in cui Bruce dimostra tutta la sua riluttanza a diventare un autore di successo nel nome dell’autenticità. «Più che ricco o famoso o di successo, io volevo soprattutto diventare grande» come ha detto lui stesso.

Dancing in the Dark” diventa la numero 1 nelle classifiche di molti paesi. La canzone fu interamente scritta da Springsteen nella sua stanza d’albergo durante una sola nottata, su indicazione (però) del manager Jon Landau, che chiese al Boss di scrivere un ulteriore singolo per il lancio dell’album. No, Springsteen non ne fu felice, ma – benché arrabbiato – scrisse quel singolo capace di raccontare quel suo stato emotivo: lo stato emotivo di un uomo isolato e al tempo stesso frustrato dal momento che era alla ricerca di un nuovo singolo, ma che fosse un nuovo singolo di successo.

Springsteen spiegò a Rolling Stones la storia è le motivazioni dell’album Born In The Usa, con queste parole: ‘Penso che ciò che sta succedendo ora è che la gente ha voglia di dimenticare. C’è stato il Vietnam, c’è stato il Watergate, c’è stato l’Iran, siamo stati sconfitti, ci hanno fatto pressione e per finire siamo stati umiliati. Penso che la gente abbia bisogno di provare sentimenti positivi nei confronti del proprio Paese“. Questo sentimento non ha comunque impedito al Boss di conservare una profondità ed un’originalità in diverse canzoni, sorprendendo il pubblico per sound e stile.