POTENZA – Salta la seduta straordinaria del Consiglio regionale della Basilicata dedicata al nuovo ticket farmaceutico da 2,50 euro per ricetta, previsto dal 1° ottobre per i cittadini non esenti. Il rinvio è stato chiesto dai consiglieri di maggioranza a causa delle «diverse assenze già comunicate». Al momento non è stata ancora individuata una nuova data per la riunione.
La seduta era stata richiesta dalle opposizioni, che avevano sollecitato un confronto in Aula con l’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico sulle ragioni e sugli effetti della misura. La richiesta di un Consiglio straordinario era stata formalizzata a inizio settembre dagli otto consiglieri di minoranza.
Il provvedimento, approvato dalla Giunta regionale il 27 agosto, introduce una quota fissa di compartecipazione di 2,50 euro per ricetta sulla farmaceutica convenzionata. L’applicazione effettiva scatterà dal 1° ottobre 2026 e riguarderà i cittadini non rientranti nelle categorie di esenzione previste.
La Regione ha motivato la scelta con la necessità di contribuire al riequilibrio della spesa sanitaria. Nel 2025, secondo i dati illustrati nelle scorse settimane, la spesa farmaceutica convenzionata lucana avrebbe raggiunto il 7,45% del Fondo sanitario regionale, rispetto a un tetto del 6,80%, con uno scostamento quantificato in circa 8 milioni di euro.
Latronico ha più volte sostenuto che il provvedimento risponda anche alle indicazioni del Ministero della Salute e che la Basilicata sia tra le ultime Regioni ad avere introdotto una forma di compartecipazione sulla farmaceutica convenzionata. L’assessore ha inoltre sottolineato la presenza di diverse categorie di esenzione.
La misura ha però provocato fin dall’annuncio una forte reazione politica e sindacale. Le opposizioni hanno contestato in particolare tempi e modalità della decisione, chiedendo che il tema fosse affrontato preventivamente in Consiglio regionale e sollecitando il ritiro della delibera.
Tra i punti sollevati dalla minoranza c’è anche il precedente confronto del 30 luglio in seconda Commissione, quando, secondo gli esponenti dell’opposizione, dall’assessorato sarebbe emerso un quadro meno critico sul fronte delle risorse sanitarie. Da qui la contestazione per una misura introdotta un mese dopo e già definita dalla Giunta prima del confronto consiliare.
Sul fronte sindacale, Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito la loro contrarietà al ticket chiedendone il ritiro o, in alternativa, la sospensione. Le organizzazioni sindacali sostengono che la sostenibilità dei conti sanitari debba essere perseguita intervenendo anche sull’appropriatezza prescrittiva, sulle liste d’attesa, sulla mobilità passiva e sul rafforzamento della medicina territoriale.
Il confronto tra Regione e parti sociali è destinato quindi a proseguire, mentre resta da stabilire quando il Consiglio regionale tornerà a riunirsi in seduta straordinaria per affrontare il tema prima dell’entrata in vigore del ticket, fissata per il 1° ottobre.









































