Ticket farmaceutico in Basilicata, Latronico: “Esente il 40% delle ricette, tutelate le fasce più vulnerabili”

POTENZA – La quota di compartecipazione da 2,50 euro per ricetta sulla farmaceutica convenzionata non interesserà le fasce più fragili della popolazione e circa il 40% delle ricette complessivamente emesse in Basilicata resterà totalmente esente dal pagamento.

A chiarire i contenuti della delibera di Giunta regionale numero 544 è l’assessore alla Salute e Politiche della Persona, Cosimo Latronico, che rivendica l’impostazione della misura come fondata «sul massimo criterio di equità sociale».

Alla base del provvedimento c’è lo sforamento del tetto della spesa farmaceutica convenzionata registrato nel 2025. Secondo i dati AIFA richiamati dall’assessore, in Basilicata l’incidenza della spesa ha raggiunto il 7,38% del Fondo Sanitario Regionale, rispetto a un limite programmato del 6,80%, con uno scostamento di circa 7 milioni di euro.

«Uno scostamento che, per legge nazionale, impone alle Regioni l’adozione di misure di contenimento», spiega Latronico, secondo cui il mancato intervento avrebbe messo a rischio l’accesso al finanziamento integrativo statale destinato alla sanità regionale.

L’assessore sottolinea inoltre come nel 2025 siano state otto le Regioni italiane ad aver superato il tetto della spesa farmaceutica convenzionata e come, ad eccezione della Sardegna, tutte applicassero già forme di compartecipazione.

«La Basilicata – osserva – non ha introdotto alcuna quota fino a quando è stato normativamente possibile», in un quadro nazionale nel quale gran parte delle Regioni applica da tempo ticket sulla spesa farmaceutica.

Latronico precisa quindi che la misura riguarda esclusivamente la cosiddetta farmaceutica convenzionata, cioè i medicinali prescritti dai medici e ritirati nelle farmacie territoriali. Resta invece completamente esclusa la distribuzione diretta attraverso ospedali e strutture sanitarie pubbliche.

Una distinzione, evidenzia l’assessore, particolarmente importante perché la distribuzione diretta comprende frequentemente medicinali ad alto costo destinati alle patologie più gravi, ai percorsi oncologici e alle terapie salvavita continuative.

Altro elemento evidenziato dalla Regione riguarda il meccanismo scelto per la compartecipazione. La Basilicata, secondo quanto riferito da Latronico, applicherà infatti la quota alla singola ricetta e non a ogni confezione di farmaco.

L’importo massimo resterà quindi fissato a 2,50 euro per prescrizione, indipendentemente dal numero di confezioni inserite nella ricetta. Una scelta pensata, secondo l’assessore, per evitare un effetto moltiplicatore dei costi soprattutto sui pazienti sottoposti a più terapie.

Ampio il sistema delle esenzioni. Circa il 40% delle ricette regionali, precisa Latronico, non sarà soggetto ad alcun pagamento.

Sono previste esenzioni per patologie croniche e invalidanti, malattie rare, terapia del dolore cronico, invalidi civili, di guerra, del lavoro e di servizio. Nessun pagamento anche per i cittadini rientranti nelle soglie reddituali previste dai codici E01-E05, per disoccupati, titolari di assegno sociale o pensione minima, vittime del terrorismo, detenuti e stranieri aventi diritto all’esenzione.

La Giunta regionale rivendica inoltre la scelta di non intervenire sulla leva fiscale generale. «La legge – ricorda Latronico – consente alle Regioni di aumentare le tasse oppure di introdurre forme di compartecipazione».

La Basilicata ha scelto di mantenere l’addizionale regionale Irpef all’aliquota unica dell’1,23%, indicata dall’assessore come il minimo previsto dalla normativa nazionale per tutti gli scaglioni di reddito, optando invece per una misura legata al consumo farmaceutico.

Latronico richiama, a questo proposito, le decisioni assunte nel 2026 da Molise e Puglia, dove sono state aumentate le aliquote Irpef regionali per far fronte ai rispettivi squilibri della spesa sanitaria.

La misura sarà comunque sottoposta a verifica. La Regione prevede un monitoraggio semestrale attraverso i dati del Sistema Tessera Sanitaria, con l’obiettivo di valutarne l’impatto effettivo ed eventualmente rivederne l’applicazione qualora le condizioni finanziarie lo consentano.

Sul sito istituzionale della Regione Basilicata è stato infine pubblicato un report dettagliato corredato da tabelle esplicative sulla misura.

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