POTENZA – «Dal primo ottobre i lucani saranno chiamati a pagare 2,50 euro in più per ogni ricetta farmaceutica, ma il Consiglio regionale che avrebbe dovuto discutere della misura e delle altre criticità della sanità viene rinviato». È l’attacco dei consiglieri regionali di minoranza Alessia Araneo, Antonio Bochicchio, Angelo Chiorazzo, Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza, Piero Marrese, Viviana Verri e Giovanni Vizziello dopo lo slittamento della seduta straordinaria richiesta dal centrosinistra.
Il rinvio è stato disposto su richiesta dei consiglieri di maggioranza, ufficialmente «in considerazione delle diverse assenze già comunicate». La seduta, convocata proprio su iniziativa delle opposizioni, avrebbe dovuto affrontare l’introduzione del ticket farmaceutico da 2,50 euro, la cui applicazione per i cittadini non esenti è prevista dal 1° ottobre 2026.
Per gli otto consiglieri, tuttavia, dietro lo slittamento ci sarebbero difficoltà politiche interne al centrodestra. «Il governo Bardi e la maggioranza sono in difficoltà – sostengono – mentre a pagare dovrebbero essere i cittadini».
Secondo la minoranza, il rinvio rappresenta uno «sgarbo» non soltanto nei confronti del Consiglio regionale, ma soprattutto verso i cittadini ai quali viene richiesto un ulteriore sacrificio economico.
Le opposizioni ricordano di aver avanzato nelle ultime settimane tre richieste precise: ritiro della delibera, convocazione immediata delle parti sociali e discussione in un Consiglio regionale straordinario. Una posizione già formalizzata nei giorni scorsi insieme alla richiesta di aprire un confronto prima dell’entrata in vigore della misura.
Il confronto con le organizzazioni sindacali si è svolto giovedì 17 settembre. Cgil, Cisl e Uil, insieme alle categorie dei pensionati e della funzione pubblica, hanno chiesto alla Regione il ritiro o almeno la sospensione immediata della delibera e l’apertura di un tavolo permanente sulla spesa farmaceutica e sullo stato della sanità lucana. Un nuovo incontro con la Regione è previsto per il 24 settembre.
«Ieri si è svolto l’incontro con le parti sociali – sottolineano Araneo, Bochicchio, Chiorazzo, Cifarelli, Lacorazza, Marrese, Verri e Vizziello – ma oggi la maggioranza di centrodestra non si presenta in Consiglio, rinvia la discussione e rinvia le risposte alle lucane e ai lucani».
Da qui la richiesta, ribadita con maggiore forza, di revocare immediatamente il provvedimento. Nel mirino delle opposizioni finisce anche l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, al quale viene chiesto di riferire direttamente all’Assemblea sulla situazione finanziaria del sistema sanitario regionale.
«L’assessore Latronico venga in Aula a dire la verità sui conti della sanità», affermano i consiglieri, contestando l’idea che siano i cittadini a dover sostenere i costi delle difficoltà del sistema. La minoranza aveva già sollevato dubbi sulla gestione del provvedimento e sulla mancanza di un confronto preventivo prima della delibera della Giunta.
Per gli otto consiglieri, chiedere un nuovo sacrificio economico alle famiglie senza un confronto pubblico sui dati e sulle prospettive di miglioramento dei servizi sanitari è «intollerabile».
La richiesta conclusiva è quindi di ritirare la delibera, aprire immediatamente il confronto in Consiglio regionale e proseguire il dialogo con le forze sociali, prima di assumere decisioni definitive.
«Solo dopo – concludono – si decida in modo trasparente e partecipato come gestire una vicenda vitale per i lucani. Se il centrodestra è impreparato alla sfida, lo dichiari».









































