Ticket sui farmaci, Araneo e Verri (M5S): «Sospendere la delibera, non si può far pagare ai cittadini il fallimento della sanità»

POTENZA – «La farmacia di paese è spesso l’ultimo presidio sanitario rimasto raggiungibile a piedi. Metterci sopra un pedaggio, mentre il resto della rete di prossimità resta largamente da completare, non è razionalizzazione: è un prelievo su ciò che resta». È quanto sostengono Alessia Araneo e Viviana Verri, consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, intervenendo sulla decisione della Giunta regionale di introdurre una compartecipazione sulla farmaceutica convenzionata.
Le due esponenti pentastellate concentrano l’attenzione, in particolare, sul sistema delle esenzioni, basato sulle categorie di reddito e di patologia previste a livello nazionale. Secondo Araneo e Verri resterebbero infatti aperti diversi interrogativi sulle persone che rischiano di essere maggiormente interessate dal provvedimento.
«Cosa succede – chiedono – a chi percepisce qualche euro sopra la soglia di reddito minimo, a chi convive con una cronicità priva di un codice di esenzione specifico o a chi assiste in casa un familiare non autosufficiente senza che questo dia diritto a un’esenzione propria?».
Su queste situazioni, evidenziano le consigliere del M5S, l’assessorato non avrebbe fornito nella propria comunicazione dati quantitativi. Da qui la richiesta di conoscere nel dettaglio i numeri relativi alle persone coinvolte e agli effetti economici della misura.
Araneo e Verri chiedono quindi la sospensione della delibera e il passaggio in Consiglio regionale prima della sua entrata in vigore, oltre a un’audizione dell’assessore competente in Commissione. L’obiettivo è ottenere dati disaggregati sul gettito atteso, sulla platea effettivamente interessata dalla compartecipazione e sull’impatto sui pazienti cronici che non beneficiano di esenzioni.
Le consigliere chiedono inoltre che il monitoraggio semestrale annunciato dall’assessore sia «pubblico e verificabile» e che all’introduzione della compartecipazione per i cittadini venga affiancato un piano di riorganizzazione della spesa farmaceutica ospedaliera e della distribuzione diretta.
È proprio su quest’ultimo aspetto che arriva l’attacco politico più duro. Secondo Araneo e Verri, infatti, la spesa farmaceutica ospedaliera rappresenterebbe il comparto nel quale lo scostamento rispetto al tetto nazionale risulta più consistente in valore assoluto e sarebbe ulteriormente peggiorato nell’ultimo anno, nonostante le misure già annunciate.
«Continuare a coprire i buchi con le risorse dei cittadini, dopo aver già utilizzato quelle del bonus gas – concludono Araneo e Verri – non è governare la sanità: è amministrare il proprio fallimento a spese di chi si cura».

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