LAGONEGRO (PZ) – A tredici anni dalla riforma della geografia giudiziaria introdotta con il decreto legislativo 155/2012 — la prima di tale portata dall’Unità d’Italia — torna al centro del dibattito il tema della razionalizzazione dei presidi giudiziari. A suscitare reazioni critiche è l’orientamento attribuito all’Associazione Nazionale Magistrati, che, secondo indiscrezioni diffuse a livello nazionale, riterrebbe necessario procedere con un’ulteriore riduzione degli uffici giudiziari.
La proposta si inserisce in una linea già delineata nel 2018, secondo cui la dimensione “ottimale” di un tribunale dovrebbe prevedere almeno 30 magistrati giudicanti e 10 inquirenti. Un criterio che, se applicato, porterebbe alla soppressione di numerosi uffici giudiziari, tra cui anche il Tribunale di Lagonegro.
L’Avvocatura locale esprime forte contrarietà a un approccio definito “aziendalistico”, che ridurrebbe la valutazione dell’efficienza della giustizia a parametri esclusivamente numerici. Secondo i rappresentanti forensi, una simile impostazione non terrebbe conto delle specificità territoriali, sociali e culturali, né delle reali esigenze dei cittadini in termini di accesso alla tutela giurisdizionale.
La presenza capillare degli uffici giudiziari viene infatti considerata un elemento essenziale per garantire l’effettività dei diritti, soprattutto nelle aree più periferiche o svantaggiate. In questo contesto, è stata accolta positivamente la posizione espressa dal presidente della sottosezione distrettuale dell’ANM di Lagonegro, Antonio D’Anello, che si è dichiarato contrario a ulteriori ridimensionamenti durante l’insediamento del nuovo procuratore della Repubblica, Giuseppe Cacciapuoti.
Tuttavia, secondo quanto evidenziato dagli stessi operatori del settore, tale posizione non rappresenterebbe l’orientamento prevalente all’interno dell’ANM. Da qui l’appello a iniziative concrete per contrastare un progetto che, se attuato, rischierebbe di incidere ulteriormente su un territorio già colpito in passato dalla soppressione del Tribunale di Sala Consilina e di strutture carcerarie locali.
L’Avvocatura di Lagonegro annuncia quindi una mobilitazione decisa a difesa del presidio giudiziario, ritenuto un servizio essenziale e non negoziabile. Al contempo, viene sollecitata una presa di posizione chiara da parte delle istituzioni — magistratura, amministratori locali e rappresentanti parlamentari — affinché si tuteli la permanenza del tribunale sul territorio.
Il documento è sottoscritto dal presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lagonegro, Enzo Bonafine, dal presidente della Camera Penale di Lagonegro, Giovanni Leonasi, e dal presidente della sezione AIGA di Lagonegro, Anna Rita Romano.










































