Truffa del falso carabiniere a Matera, due arresti e gioielli restituiti a un’anziana

MATERA – Operazione dei Carabinieri a Matera contro il fenomeno delle truffe agli anziani. A seguito di numerose segnalazioni giunte al 112 Numero unico di emergenza da parte di cittadini del capoluogo, la Compagnia Carabinieri ha intensificato i servizi di prevenzione su disposizione del Comando provinciale, concentrando l’attenzione sui tentativi di raggiro ai danni delle persone più vulnerabili.

Proprio durante uno di questi controlli, i militari della Sezione Operativa hanno notato un uomo che, con atteggiamento guardingo, si dirigeva a passo svelto verso un’auto con il motore acceso, dove ad attenderlo c’era un complice. L’intervento immediato ha consentito di bloccare il veicolo e sorprendere uno dei due in possesso di un astuccio contenente diversi monili in oro e pietre preziose, nascosto sulla persona.

Gli accertamenti svolti nell’immediatezza hanno portato i Carabinieri a individuare, in una via adiacente, l’abitazione di un’anziana che ha raccontato di essere stata contattata telefonicamente da un uomo qualificatosi come appartenente all’Arma. Al telefono le era stato riferito che il figlio si sarebbe reso responsabile di un furto in gioielleria e che, per verificare l’eventuale provenienza illecita degli oggetti in suo possesso, sarebbe stato necessario controllare tutti i gioielli presenti in casa. Poco dopo, un uomo – poi fermato dai veri Carabinieri – si era presentato alla porta ottenendo la consegna dei preziosi.

Determinante, nelle fasi di identificazione dei due presunti truffatori, è stata anche la collaborazione della Polizia Locale, intervenuta con una pattuglia per supportare le operazioni e gestire la viabilità nei momenti più concitati.

I due uomini, raccolti ulteriori elementi sulle rispettive responsabilità, sono stati arrestati e condotti nella casa circondariale di Matera su disposizione della Procura della Repubblica. La refurtiva, composta da gioielli per un valore complessivo stimato in circa 10 mila euro, è stata restituita all’anziana vittima.

Le indagini sono attualmente nella fase preliminare e, come previsto dalla legge, le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate nel successivo contraddittorio processuale con la difesa.

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