Truffe con finanziamenti a insaputa delle vittime: due arresti domiciliari nel Materano

MATERA – Due persone sono state poste agli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Matera. Il provvedimento è stato eseguito nella mattinata di oggi dalla sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato in servizio presso la Procura della Repubblica.

L’indagine, coordinata dall’ufficio inquirente e condotta dalla Polizia Giudiziaria, ha riguardato un articolato sistema di presunte truffe aggravate, anche a distanza tramite strumenti informatici e telematici, oltre a ulteriori ipotesi di reato connesse, tra cui la sostituzione di persona. Secondo l’impostazione accusatoria accolta in questa fase dal giudice, le condotte sarebbero state messe in atto ai danni di soggetti ritenuti particolarmente vulnerabili e di società operanti nel settore del credito al consumo.

Gli investigatori hanno ricostruito uno schema operativo ritenuto ricorrente: il primo contatto avveniva attraverso attività commerciali porta a porta nel settore di prodotti elettromedicali e dispositivi per la salute, talvolta tramite intermediari. In occasione di vendite presentate come regolari venivano acquisiti documenti e dati personali, spesso riferiti a persone anziane o con condizioni di fragilità. Successivamente, all’insaputa delle vittime, sarebbero stati attivati contratti di finanziamento presso diversi istituti di credito, utilizzando firme digitali da remoto e codici OTP veicolati su utenze telefoniche riconducibili agli indagati o a soggetti collegati. Le somme erogate venivano poi accreditate su rapporti riferibili alle attività commerciali coinvolte, generando un danno per le finanziarie che, confidando nella regolarità dei contratti, si vedevano successivamente disconoscere le posizioni debitorie a seguito delle denunce.

Le indagini si sono sviluppate attraverso l’analisi delle querele presentate, l’esame della documentazione contrattuale e bancaria, la ricostruzione dei flussi finanziari e la verifica degli elementi tecnici legati alle procedure di attivazione a distanza, in particolare delle utenze utilizzate per i codici di autenticazione. Il giudice ha ritenuto sussistenti i presupposti cautelari previsti dalla legge, disponendo le misure restrittive anche per prevenire il rischio di reiterazione delle condotte.

La Procura sottolinea che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. L’ufficio giudiziario evidenzia inoltre l’importanza di informare la collettività su fenomeni fraudolenti che sfruttano strumenti telematici e credenziali digitali, invitando i cittadini alla massima prudenza nella consegna di documenti personali e nella gestione dei codici OTP ricevuti via sms o altri canali, segnalando tempestivamente eventuali anomalie alle forze dell’ordine.

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