POTENZA – L’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza avvia le attività operative di uno studio scientifico finalizzato all’identificazione di biomarcatori sesso-specifici per i tumori dello stomaco e del colon-retto associati all’esposizione ambientale all’amianto. La ricerca rientra nel progetto LucAS (Lucania: Ambiente e Salute), promosso dalla Regione Basilicata per approfondire gli effetti delle pressioni ambientali, naturali e antropiche, sulla salute della popolazione lucana.
L’obiettivo dello studio è individuare nuovi indicatori biologici utili a sviluppare protocolli sempre più efficaci di sorveglianza sanitaria e screening oncologico, contribuendo al miglioramento della prevenzione e della diagnosi precoce.
Il progetto coinvolge in maniera integrata le professionalità dell’Azienda ospedaliera San Carlo e il Centro di Medicina di Genere dell’Istituto Superiore di Sanità. Fondamentale il contributo multidisciplinare dei reparti di Oncologia, Anatomia patologica, Laboratorio analisi, Endoscopia digestiva e delle Chirurgie dei quattro ospedali dell’Azienda, impegnati nel reclutamento dei pazienti e nella raccolta e gestione dei campioni biologici necessari alla ricerca.
Un ruolo centrale sarà svolto anche dai pazienti oncologici che aderiranno volontariamente allo studio, offrendo un contributo determinante al progresso della ricerca scientifica e allo sviluppo di nuove strategie di tutela della salute pubblica.
«L’avvio di questo studio rappresenta un momento di alto valore istituzionale e scientifico per la nostra Azienda – ha dichiarato il direttore generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera –. La sinergia tra le nostre unità operative dimostra la solidità del sistema ospedaliero. Siamo orgogliosi di contribuire a una ricerca che, partendo dall’analisi delle criticità ambientali del territorio, come la presenza di fibre di amianto nelle acque e nelle matrici alimentari, punta a offrire risposte concrete in termini di prevenzione e diagnosi precoce per i cittadini lucani».
Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore regionale alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr, Cosimo Latronico, che ha evidenziato il valore strategico del progetto LucAS. «Questo studio rappresenta uno dei pilastri della strategia regionale di integrazione tra ambiente e salute. Grazie alle risorse dedicate dalla Regione e alla visione complessiva del progetto LucAS stiamo costruendo una rete di sorveglianza che mette al centro la persona. Il ringraziamento va ai professionisti coinvolti e, soprattutto, ai pazienti, la cui partecipazione consentirà di trasformare i risultati della ricerca in programmi di prevenzione e salute pubblica sempre più efficaci».
Lo studio avrà una durata di tre anni e sarà presentato nei prossimi giorni agli stakeholder e ai professionisti coinvolti. L’attività di ricerca si concentrerà sull’analisi di campioni di sangue e urine di soggetti esposti a fibre di amianto di origine naturale o antropica, con l’obiettivo di individuare biomarcatori specifici in grado di migliorare la prevenzione secondaria, la diagnosi precoce e la qualità delle cure oncologiche.











































