Tutti noi laurioti da qualche tempo, alzando lo sguardo verso il Colle dell’Armo, vediamo ergersi, sulla sua sinistra, ben definita e delineata, la struttura del Castello Ruggero

EDITORIALE – Importanti lavori di recupero e di consolidamento hanno preservato dal degrado, dal crollo, dall’abbandono e dall’oblio quei ruderi che ci ricordano il nostro passato e la nostra storia. Tutto questo grazie all’interesse dell’Associazione “Amici del Castello”, principalmente all’abnegazione e al merito del Presidente Franco Fittipaldi e di alcuni suoi collaboratori, tra i quali Gianfedele Cosentino.

Il Castello, al termine dei lavori, sarà accessibile: un’agevole gradinata consente di salire fino a raggiungere un luogo magico, che ci parla di storie antiche.

Il panorama è splendido: si domina sull’intera Valle del Noce con i suoi monti che le fanno da corona.

Ai piedi del Castello è stato recuperata un’area, denominata “L’orto del Castello”, che consentirà alla popolazione, nel periodo estivo, di svolgere incontri e di godere di momenti di aggregazione e di relax.

Un’altra sorpresa, a breve, permetterà di ammirare il Castello anche di notte. 

Il Castello Ruggero rappresenta un simbolo importante per noi laurioti, tanto da ispirare versi di grande valore emotivo e affettivo, come i seguenti scritti dall’insegnante Isa Pittella.

Quell’antico Castello/in cima al poggio/vicino alla Madonna delle Armi/ lo posso immaginare solamente/un tempo forte e bello,/ pur se i ruderi suoi parlano ancora/ dell’Ammiraglio, vanto di Lauria,/ che aveva nel manier la sua dimora./Forse tra le sue mura abbandonate/ gli avi miei cercarono i segreti/ di un tempo ormai lontano,/ fantasticando storie di pirati./ Il mio paese tanto gli è legato/ che un rione suo ne porta ancora il nome./ Domina nella notte la vallata/ col fascino e il mistero/ che hanno i castel di fate./ Io lo guardo incantata/ e par che dica : “vieni quassù, ti narrerò i segreti dei tuoi antenati”./Io vorrei farlo/ ma la paura mi trattiene e resto,/ desiosa di salir/ ferma a guardarlo.