Uilca Basilicata, Proposte oltre la crisi

Come tutti i cittadini, stiamo vivendo questo momento straordinario e difficile, seguendo con grande attenzione e discernimento le info trasmesse dai notiziari tg ed online, nei quali si annunciano migliaia di miliardi di aiuti, nonché provvedimenti relativi alla sospensione dei mutui ed alla concessione di garanzie pubbliche per facilitare l’erogazione di nuovi finanziamenti, di iniziative di microcredito e di anticipo cassa integrazione.

Come bancari in queste ore siamo in difficoltà anche dal punto di vista psicologico, poiché spesso siamo il primo punto di ascolto delle aziende e delle famiglie, che vengono a trovarsi in difficoltà nel far fronte ai propri impegni finanziari, a causa di fatture non pagate, di ordini disdettati e mancanza di liquidita per pagare il personale, o ancora che si trovano con l’attività commerciale chiusa per effetto dei vari dpcm.

Siamo consapevoli , che questa emergenza si è abbattuta sul mondo del credito al pari di tutti gli altri settori economici, che oltretutto non giova, la tecnica di annunciare i provvedimenti in tv e poi pubblicarli dopo 2 giorni sulla gazzetta ufficiale, cosi producendo migliaia di richieste non lavorabili, che hanno invece contribuito a peggiorare le condizioni di lavoro nelle filiali. In considerazione dell’attuale assetto economico e regolamentare, sembra veramente difficile immaginare una ripresa produttiva, senza un ruolo centrale da parte degli istituti di credito nell’erogazione delle risorse annunciate, anche e soprattutto utilizzando i citati strumenti di garanzia messi a disposizione.

Ma preso atto di come si sono gestite le richieste di sospensione nella maggior parte degli istituti bancari, in assenza di interventi nella formazione del personale e nel miglioramento degli applicativi tecnologici e delle filiere decisionali del credito, sembra veramente difficile ipotizzare un intervento rapido di iniezione di liquidità nel sistema economico.

Ad esempio riscontriamo difficolta operative nel procedere con sospensioni, perché non tutti gli istituti applicano le norme allo stesso modo, ed i tempi per agire evitando segnalazioni negative in banche dati per i clienti sono veramente stretti , figuriamoci quanto siamo preoccupati per le numerose richieste di anticipo cassa integrazione che stanno pervenendo, con i moduli disponibili sul sito del Mef ma in assenza di indicazioni operative da parte degli istituti.

In secondo luogo non basta mettere le risorse, se poi non c’è chi le chiede e chi istruisce le pratiche per erogarle, sul punto riscontriamo necessità di formare maggiormente il personale bancario ed il tessuto produttivo imprenditoriale rispetto a queste agevolazioni , che rischiano di andare a beneficio solo delle aziende medio grandi che non abbondano nel tessuto produttivo lucano.

Per tali ragioni chiediamo alle aziende di credito di approntare modalità operative che contemplino ad esempio azioni formative mirate e/o l’istituzione di task force dedicate alle sospensioni, nuove erogazioni ed anticipo cassa integrazione. Magari evitando per quanto possibile, di aggiornare normativa ogni 24 ore costringendo i colleghi a ricontattare diverse volte il cliente per nuove firme.

Alle istituzioni regionali chiediamo di convocare quanto prima un tavolo di concertazione sul credito fra istituzioni, Abi e Sindacati, al fine per gestire dal punto di vista socioeconomico la crisi ed il post crisi, nel caso specifico ad esempio, per provare ad uniformare le modalità di intervento e di utilizzo delle misure citate da parte degli istituti di credito rispetto alle aziende e privati lucani.

In tale sede magari, si avrà la possibilità di discutere del possibile utilizzo di fondi e garanzie regionali per controgarantire le operazioni di credito a favore delle imprese lucane, ad esempio in alcuni casi una eventuale garanzia regionale del 10% da sommarsi ad una garanzia mediocredito del 90% azzererebbe il rischio credito per le banche.

In conclusione, il tema delle risorse in questo momento storico non sembra essere il tema principale, probabilmente per uscire dalla crisi non sono i soldi che mancano, ma idee chiare sul futuro