Un anno fa l’incendio della Felandina. Chi ricorda Eris Petty?

Il 7 agosto 2019, un incendio divampato da una bombola di gas utilizzata per una cucina, ha distrutto l’intero complesso uccidendo Eris Petty, una giovane donna nigeriana ospite della struttura. A seguito di questo evento, il ghetto si è andato progressivamente svuotando fino allo sgombero definitivo deciso dalle autorità competenti e avvenuto il 28 agosto 2019. Gran parte delle persone hanno iniziato dunque a spostarsi nella zona dell’Alto Bradano dove nel frattempo è partita la stagione di raccolta del pomodoro, mentre molti altri sono rimasti in zona ospiti di due strutture della Caritas diocesana di Matera nella zona di Metaponto, mentre altri ancora sono ritornati purtroppo a vivere in una condizione di invisibilità nelle campagne o in sistemazioni di fortuna nei pressi della stazione di Metaponto.

Gli immigrati sono, tra noi, i testimoni scomodi di una grave inadempienza!

Nel 1974 i paesi membri dell’ONU, quindi anche il nostro, firmarono la Dichiarazione sul Nuovo Ordine Economico Internazionale. Esso mirava a garantire ai paesi in via di sviluppo le condizioni per un decollo che appariva giustamente come una necessità per la stessa sopravvivenza dell’economia di mercato. Che ne è, dopo tutti questi anni? Globalmente il Sud invece di progredire è regredito fino alla disgregazione sociale e all’esplosione della violenza tribale, e all’aumento della morte per fame. I responsabili di questa regressione sono i paesi ricchi, la cui economia si nutre di questo dissesto e lo produce. Se molti arrivano dal Sud per fuggire a un destino di oppressione e di morte perché meravigliarci? Per mettere un argine alla valanga umana di cui conosciamo solo le prime avvisaglie, a poco servono le misure di polizia. Occorrerebbe fermarla alle origini instaurando un nuovo ordine economico (…)

Si potrebbe dire, dunque, che gli immigrati sono qui con pieno diritto perché altro non fanno che chiederci conto della refurtiva.

di Libera Basilicata